Dom 17 Nov 2019 - 13175 visite
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Venezia allagata. Prof Unife: “Nessuna compassione” e Fabbri chiede provvedimenti

Polemica sul post di Giangi Franz: "Provocazione ma senza insulti". Borgonzoni: "Vergogna, si scusi". Il sindaco segnala il caso al rettore: "Commenti razzisti che fanno male all'università"

Il post di Giangi Franz ripreso dal sindaco Alan Fabbri

“Sarò duro. Nessuna compassione per Venezia o per i Veneti. Il Veneto è la regione con la più alta evasione fiscale. In Veneto la Lega governa da 30 anni, rubando o permettendo la corruzione mostruosa praticata da Galan e da Forza Italia. Proprio nessunissima solidarietà. Anche perché vogliono l’autonomia. Vero? E allora se la cavino da soli”.

Il post pubblicato da Giangi Franz, docente di economia a Unife e marito della consigliera comunale Roberta Fusari, ha sollevato diverse polemiche dal mondo politico. E rischia di sfociare nell’ambito universitario, dato che il sindaco Alan Fabbri ha chiamato il rettore per chiedere “provvedimenti nei suoi confronti, anche per le sue parole razziste”.

“Nessun rispetto, nemmeno davanti a una catastrofe che ha visto due morti e circa un miliardo di euro di danni” attacca il primo cittadino, che si dice “abituato ai suoi sermoni che dipingono la Lega come la macchina dell’odio; tralascio le sue continue offese a questa amministrazione e non entro nel merito del suo sostegno alla sinistra più radicale con la candidatura a sindaco della moglie, ed ex assessore del nostro Comune Roberta Fusari, ma queste parole fanno male alla nostra comunità e alla nostra università”. 

Ma c’è di più. “Non starò più a guardare che questo individuo continui a mettere a repentaglio la buona immagine della nostra università, per questo ho sottoposto il caso al rettore, chiedendo di valutare provvedimenti” rivela il sindaco, secondo cui “non è ammissibile che un ‘docente’ di un ateneo prestigioso come quello di Ferrara si permetta di scrivere certe cose e faccia commenti razzisti, è ora di dire basta”.

Il post su Facebook è stato cavalcato anche dalla candidata alla presidenza della Regione Lucia Borgonzoni: “Usare il dramma che sta accadendo in Veneto, e che ha causato vittime, per attaccare la Lega è la peggiore bassezza che si possa raggiungere – commenta la leghista -. Se poi si pensa che certe affermazioni arrivano anche da un ‘docente’ universitario, marito di un ex assessore di estrema sinistra, vengono i brividi. Se questa è la sinistra, si capisce perché oggi è in grande crisi”.

La candidata leghista si augura che “il ‘prof’ voglia far pervenire a chi sta vivendo il dramma dell’acqua alta e a tutti i veneti le sue scuse” e rinnova la “nostra solidarietà agli amici veneti e veneziani, siamo al loro fianco in questo difficile momento: l’Emilia Romagna è terra solidale e pacifica e rifiuta le affermazioni di odio e rancore di certa pseudosinistra che, magari, ama pure definirsi ‘democratica’”.

Pronta la replica di Gianfranco Franz: “Un cittadino, forse non comune, essendo il marito di una ex candidata sindaco oggi consigliera comunale di opposizione, scrive una propria considerazione su Venezia, il Mose, i Veneti. Un post duro, il cittadino non comune lo premette. Un’iperbole, una provocazione. Ma assolutamente e trasparentemente polemica verso un modo tutto italiano di affrontare le tragedie nazionali”.

“Il sindaco, che evidentemente non ha di meglio da fare, o forse il suo addetto stampa che tutti conoscono come uno che avrebbe voluto organizzare la tempesta di merda sui social contro il candidato Pd al ballottaggio – ribatte il professore – prende il post e lo modifica sulla sua pagina istituzionale. Poi parla di violenza. Ma nel post c’è tanta durezza e nessuna violenza. Esplode Facebook. Entrano in fibrillazione i giornalisti”.

Fin qui niente di grave, “normale dialettica politica, violenta e sgraziata come tutte le polemiche su Facebook”. Ma poi il sindaco Fabbri va oltre, riporta il docente, “e scrive che chiamerà il rettore chiedendo provvedimenti disciplinari contro il professor Franz, il non comune cittadino, per aver dato prova di razzismo”.

“Cosa sta pensando il sindaco? – si domanda Franz -. Io non ho insultato nessuno, né tantomeno lui né alcun membro della sua giunta. Parlavo di Venezia. Ho detto delle cose sui veneti. Dure, ma senza insulti. Cosa c’entra il sindaco di Ferrara con i veneti? Ma un leghista mi taccia di razzismo? E cosa pensa il sindaco, che il rettore prenda ordini da un sindaco? Io non ho fatto alcunché nella mia veste di professore universitario – è l’ultimo appunto del docente -. Non vedo quale provvedimento disciplinare si possa prendere. Sindaco, faccia il sindaco. E se ha qualcosa da dirmi lo dica a me, non a mia moglie che nulla c’entra e ancora meno c’entra il rettore”.

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