Ven 15 Nov 2019 - 626 visite
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Concessioni pesca, le cooperative contro la norma regionale: “È discriminatoria”

Da Goro a Comacchio Coalmo e La Valle puntano il dito contro la determina in via di adozione: "La giunta Bonaccini continua a non garantire gli stessi diritti a tutti"

Comacchio. “L’ultimo atto della giunta Bonaccini in tema di acquacoltura appare coerente con ogni altro adottato dall’inizio della legislatura, ovvero discriminatorio rispetto a soggetti che dovrebbero avere gli stessi diritti”. Ad affermarlo sono i presidenti delle cooperative di pesca Coalmo e La Valle, Rino Conventi e Filippo Sambi.

Il riferimento è alla bozza relativa ad un determinazione regionale che modificherà la regolamentazione della legge regionale 9/2002 in ambito di concessioni demaniali marittime ai fini dell’acquacoltura, un documento redatto dal Servizio regionale Pesca ed Attività Faunistico-Venatorie e sottoposto l’8 novembre scorso al cosiddetto Tavolo Blu, l’organo consultivo partecipato dalle associazioni di categoria.

“Al di là di sancire alcuni principi già definiti nelle precedenti regolamentazioni del 2003 e del 2014 – spiegano Sambi e Conventi – la bozza pone la parola fine sulle legittime rivendicazioni di quelle cooperative che ottennero nel 2015/16 di traslare la loro concessione (soggetta a continue morie) in altri specchi acquei, ma con una proporzione pari ad 1/3 della rinunciata”.

Un cambiamento “vessatorio”, motivato “dall’impossibilità materiale di garantire a tutti i potenziali richiedenti specchi acquei di uguali dimensioni rispetto ai rinunciati. Considerato che la Regione possiede i dati di produzione annui di tutte le cooperative concessionarie e può facilmente evincere come le aree della Sacca del Basson non producano tre volte tanto la media della Sacca di Goro – spiegano Coalmo e La Valle – non è materialmente possibile comprendere la ratio del provvedimento: il parametro della produttività infatti è e rimane l’unico elemento scientifico accettabile per impedire a portatori di interessi di essere discriminati rispetto ad altri. Ogni valutazione difforme assume carattere politico”.

Per tale ragione, le cooperative chiederà ufficialmente che la citata bozza non sia adottata dalla giunta regionale, se non dopo un percorso di confronto che, ad oggi, non è avvenuto. “Coalmo – annunciano – presenterà nei termini osservazioni finalizzate all’eliminazione di ogni discriminazione, riservandosi ogni azione legale a tutela dei propri legittimi interessi”.

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