Esce di strada con lo scooter, 54enne elitrasportato a Cona
Attimi di spavento nel pomeriggio di domenica 16 agosto a Pomposa, dove uno scooterista di 54 anniè uscito autonomamente fuori strada, finendo in un fosso
Attimi di spavento nel pomeriggio di domenica 16 agosto a Pomposa, dove uno scooterista di 54 anniè uscito autonomamente fuori strada, finendo in un fosso
Lo hanno trovato senza vita, steso nel proprio letto. Macabra scoperta nella mattinata di venerdì 14 agosto in un'abitazione di via Modugno, a Cento, dove viveva un anziano di 89 anni, Pasquale Iorio. Secondo le prime risultanze, ora al vaglio degli inquirenti, la morte dell'uomo risalirebbe ad alcuni mesi fa
"Il verde va bene. Purché la proposta arrivi dalla parte giusta." La consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) attacca la maggioranza che, dopo aver bocciato il suo Piano organico del Verde e della Biodiversità, sarebbe pronta ad approvare una mozione del consigliere Luca Caprini
Se da un lato è evidente che l'Amministrazione Fabbri ha una gestione padronale della città, dall'altro lato tutto questo nervosismo non fa che aumentare i dubbi e gli interrogativi su questa vicenda
La crisi idrica non è più un'emergenza occasionale, ma una condizione strutturale con cui Ferrara dovrà fare i conti negli anni a venire. Per questo i consiglieri comunali della Civica Anselmo Leonardo Fiorentini, Arianna Poli e Fabio Anselmo hanno presentato un'interpellanza
Non era mai successo fino ad oggi. Con una irrituale telefonata del capo di gabinetto la giunta di Alan Fabbri ha negato l’utilizzo di una sala a Famiglie Arcobaleno, l’associazione di genitori omosessuali.
È la stessa associazione a renderlo noto con un comunicato con cui prende atto “con preoccupazione che il Comune di Ferrara ci ha negato, per la prima volta, uno spazio comunale”.
Famiglie Arcobaleno opera da anni al Centro per le Famiglie di Ferrara e, come accaduto più volte in passato, il gruppo Emilia Romagna dell’associazione ha fatto richiesta degli spazi del Centro per le Famiglie per svolgere un incontro fissato per il 17 novembre.
“La richiesta è stata fatta per tempo – premette l’associazione -, ben oltre un mese prima della data prevista, e sono state in breve tempo date tutte le coordinate e le informazioni sull’incontro, che avrebbe trattato le tutele legali per le famiglie omogenitoriali, un tema di grande attualità”.
Dal Centro delle Famiglie però non è arrivata nessuna risposta, «nonostante numerosi solleciti, fino alla doccia fredda di ieri mattina 13 novembre ad appena quattro giorni dalla data prefissata: il diniego degli spazi, per presunta carenza di regolamenti sulla concessione di spazi del Comune di Ferrara”.
“Stupisce che il Comune di Ferrara non sia dotato di alcun regolamento per la concessione dei propri spazi alle associazioni che ne facciano richiesta ed è ancor meno plausibile che questa sia la motivazione per negare uno spazio ad una associazione che a Ferrara è presente ed attiva da molti anni – fa notare l’avvocato Michele Giarratano, referente regionale di Famiglie Arcobaleno -. E’ in ogni caso singolare che il diniego netto, piuttosto che arrivare a mezzo comunicazione scritta da un dirigente in risposta alla richiesta formale fatta, sia arrivato a pochissimi giorni dall’evento attraverso una telefonata di un organo politico, l’ufficio del capo gabinetto del sindaco”.
“A maggior ragione la Giunta – prosegue il comunicato -, se solo avesse voluto, avrebbe potuto concedere gli spazi a Famiglie Arcobaleno, che da anni collabora con il Centro per le Famiglie, e che adesso a tre giorni dall’incontro si trova senza una sede dove svolgerlo. La sottoscrizione da parte del Comune di Ferrara del protocollo Pico (Protocollo d’Intesa per la definizione di azioni, strategie d’intervento e di Contrasto all’Omonegatività) non viene in alcun modo tenuta in considerazione”.
A questo punto «è ben più che una suggestione il sospetto che la nuova giunta leghista non consideri le Famiglie Arcobaleno vere famiglie meritevoli di essere accolte nel Centro per le Famiglie, che probabilmente, visto il clima politico, viene considerato dal Comune come Centro per la Famiglia, al singolare, in un’ottica discriminatoria e non inclusiva».
“Evidentemente per l’amministrazione del sindaco Fabbri – conclude l’associazione – esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B: ma dovrà farsene una ragione perché le nostre famiglie esistono e (anche se a fatica, per colpa di un sistema legislativo che non tutela i nostri figli) ottengono il riconoscimento dei diritti loro spettanti nei tribunali”.
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