Una associazione che aiuti le famiglie delle vittime di interventi controversi delle forze dell’ordine. Perché non accada mai più. È quanto ha in mente l’associazione Verità per Aldro per celebrare il quinto anniversario della morte di Federico Aldrovandi.
Il 25 settembre si riuniranno a Ferrara Patrizia Moretti (la madre del 18enne morto a Ferrara la tragica notte di via Ippodromo), Heidi Giuliani (madre di Carlo, ucciso da un proiettile nelle giornate del G8 di Genova del 2001, la famiglia di Gabriele Sandri (il tifoso raggiunto da un colpo sparato da un agente di polizia nel novembre 2007), Ilaria Cucchi (sorella di Stefano, il 31enne deceduto in carcere nell’ottobre 2009), Lucia Uva (sorella di Giuseppe, morto nell’ospedale di Varese in circostanze misteriose il 14 giugno 2008) e, forse, Rudra Bianzino (figlio di Aldo il 44enne falegname di Pietralunga morto nel 2007 nel carcere perugino di Capanne) e Giuliana Rasman (sorella di Riccardo, ragazzo triestino morto dopo un’azione di contenimento della polizia).
Tutte queste madri e sorelle che portano un lutto hanno un comune denominatore. Non essersi rassegnate alle prime verità ufficiali diffuse attorno alla morte dei loro cari. E, con caparbietà, alcune di loro sono riuscite a capovolgere il primo verdetto sociale, quello dell’oblio, per ottenere una verità processuale.
Il 25 settembre, a Ferrara, quelle donne (e forse Rudra, il figlio di Bianzino) saranno le protagoniste di una tavola rotonda che si terrà – secondo le intenzioni degli organizzatori – all’interno delle “Grotte” del Boldini. Dall’incontro, che occuperà la mattinata, “uscirà la proposta di costituire una associazione in favore delle famiglie che hanno perso qualcuno per avvenimenti che hanno visto intervenire a vario titolo le forze dell’ordine”. È la stessa Patrizia Moretti ad anticipare ad Estense.com la notizia, specificando come “cercheremo di andare oltre alla sterile contrapposizione con gli agenti di pubblica sicurezza: quello che vogliamo è anzi coinvolgere la stragrande maggioranza di loro, che servono il nostro paese e ci difendono ogni giorno a rischio della loro vita, in progetti che aiutino a ricucire alcuni strappi che ci sono stati nella storia quotidiana di questi anni e che noi siamo qui a testimoniare”. Non solo. “Vogliamo anche essere di supporto ad altre persone che hanno subito i nostri stessi lutti e aiutarli a combattere quei momenti di solitudine e impotenza in cui ci si viene a trovare”.
“Facciamo tutto questo – aggiunge Patrizia ricordando lo striscione che campeggiava sempre in cima ai cortei e fiaccolate che ha condotto nel nome del figlio – perché non accada mai più”.
Sempre nel cinema Boldini, nel pomeriggio, la bozza del programma della giornata prevede una discussione sul giornalismo e il blog come mezzo di informazione e una carrellata dei libri, delle canzoni, delle poesie e dei disegni prodotti in questi anni che hanno avuto Federico Aldrovandi come soggetto. Sul palco verranno chiamati anche i rispettivi autori per una battuta, una breve recitazione, un accenno di musica. Al termine delle performance verrà proiettato il film documentario di Filippo Vendemmiati (presentato nei prossimi gironi al Festival del cinema di Venezia) “È stato morto un ragazzo”.
La giornata si concluderà con una fiaccolata che partirà da piazza Trento Trieste per raggiungere via Ippodromo.
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