Decine di auto vandalizzate in via Carlo Mayr
Spiacevole risveglio per gli abitanti di via Carlo Mayr dove, nella nottata tra sabato 25 e domenica 26 aprile, ignoti hanno danneggiato decine di automobili parcheggiate, mandando in frantumi i vetri
Spiacevole risveglio per gli abitanti di via Carlo Mayr dove, nella nottata tra sabato 25 e domenica 26 aprile, ignoti hanno danneggiato decine di automobili parcheggiate, mandando in frantumi i vetri
Paura nel tardo pomeriggio di sabato 25 aprile lungo la superstrada Ferrara-Porto Garibaldi, nel tratto compreso tra Masi San Giacomo e Rovereto, in direzione dei lidi. Poco dopo le 19, un furgone Fiat Doblò ha improvvisamente perso il controllo
A rappresentare la cooperativa di via Veneziani, parte civile nel processo contro il clan D'Alessandro a Napoli, è l'avvocato Fabio Anselmo. Ieri l'arringa in aula
È stata identificata e denunciata una donna di 56 anni, ritenuta responsabile di una rapina impropria commessa ai danni di un anziano e culminata in un tentativo di investimento per garantirsi la fuga
Momenti di apprensione nella mattinata, attorno alle 11.30, in via Foro Boario, dove si è sviluppato un incendio che ha interessato il cantiere della geotermia
Finisce davanti alla Corte Costituzionale il caso della liberazione anticipata di Mauro Fabbri, l’uomo di 58 anni già condannato per il tentato omicidio di Lucia Panigalli e che dal carcere tramò per far uccidere la ex compagna, venendo però assolto per questo perché non è punibile il mero accordo.
Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha infatti mandato gli atti alla Consulta chiedendo di valutare la legittimità costituzionale della norma sulla liberazione anticipata “nella parte in cui non prevede che possa disporsi la revoca del beneficio anche nel caso di assoluzione ai sensi dell’articolo 115 del codice penale, qualora nei suoi confronti sia stata disposta l’applicazione di una misura di sicurezza”. L’articolo in questione è quello in base al quale Fabbri è stato assolto sia in primo grado dal gup che in appello, perché non è considerato punibile il solo accordo per commettere un reato e questo non sia commesso.
Fabbri ha beneficiato di 570 giorni di libertà in relazione a due distinti periodi detentivi, dal marzo 2010 al luglio 2012 e poi dal febbraio 2015 all’ottobre 2018. Proprio in questo secondo periodo l’uomo aveva tramato insieme a un compagno di carcere – che per il patto ottenne soldi, un trattore e una macchina – l’omicidio della signora Panigalli, in modo da non dover pagare il risarcimento dei danni che la donna si accingeva a chiedere. E su questo si è basata la richiesta di revoca avanzata dalla Procura generale.
“Noi – spiega l’avvocato Gian Luigi Pieraccini, difensore di Fabbri – abbiamo sempre sostenuto che non era praticabile l’istituto della revoca in questo assetto normativo perché la legge prevede che vi sia una sentenza di condanna, mentre Fabbri è stato assolto. Alla peggio, come poi avvenuto, abbiamo detto che si sarebbe dovuto chiedere alla Corte Costituzionale di pronunciarsi. I giudici – osserva infine l’avvocato – sono stati molto equilibrati, nonostante la pressione hanno preso una decisione giusta”.
I giudici che hanno sollevato la questione di costituzionalità per incompatibilità con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. In sostanza chiedono se la revoca non debba applicarsi anche davanti a un’assoluzione che però prevede l’applicazione di misure di prevenzione, sintomo da un lato di pericolosità sociale e dall’altro di una mancata adesione al progetto di risocializzazione proprio della finalità rieducativa del carcere.
Nel frattempo il procedimento è naturalmente sospeso e Fabbri rimarrà dunque in regime di libertà vigilata, soggetto a vari divieti e prescrizioni per impedirgli anche solo di avvicinarsi alla sua vittima.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com