Ven 18 Ott 2019 - 3385 visite
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Salta l’acquisizione di CariCento, la Bce blocca l’operazione della Popolare di Sondrio

La Banca Centrale Europea boccia le modifiche statutarie dell'istituto valtellinese che dovrà dare priorità alla riduzione dei crediti deteriorati. Il rammarico della Fondazione

Cento. Salta l’operazione di acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento da parte della Banca Popolare di Sondrio. La Bce ha infatti bocciato le modifiche statutarie della banca valtellinese bloccando così l’intera operazione.

A renderlo noto è lo stesso istituto lombardo con un comunicato, nel quale si avverte che “nel contesto delle interlocuzioni con la Banca Centrale Europea in merito al procedimento relativo all’approvazione delle modifiche statutarie deliberate dall’Assemblea dei soci di Bps dello scorso 27 aprile 2019 e finalizzate all’esecuzione degli accordi sottoscritti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e la Holding CR Cento S.p.A. per l’acquisizione del controllo della Cassa di Risparmio di Cento, è stata evidenziata l’esigenza di dare priorità alle iniziative di derisking già in corso volte alla riduzione dello stock di non performing loan – mantenendo il capital buffer, peraltro cospicuo, di cui BPS dispone, prudenzialmente al servizio delle predette iniziative – e al rafforzamento delle strutture di governo e di presidio dei rischi”.

Come indicato dalla Bce, dunque, l’attività della Banca Popolare di Sondrio dovrà concentarsi su altre priorità. Le valutazioni ostative della Bce all’acquisizione sono già state comunicate alla Cassa di Risparmio di Cento, facendo presente che in questo modo gli accordi sono venuti meno, dato che l’efficacia degli stessi era subordinata al verificarsi di tutte le condizioni favorevoli all’operazione.

A ottobre del 2018 la Bps aveva sottoscritto con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento il contratto di acquisto della maggioranza del capitale di CariCento, dopo l’avvio delle trattative nell’ottobre del 2017. L’accordo finale, sottoscritto a marzo, prevedeva che il 7,3% del capitale doveva essere venduto da Holding e Fondazione con pagamento pro quota in denaro per 6,9 milioni. Il 21,85% trasferito dalla Fondazione a Sondrio mediante scambio con azioni di quest’ultima. Un altro 21,85% doveva essere acquistato dalla Bps a fronte dell’emissione dell’istituto lombardo di un prestito convertendo da riservare in sottoscrizione alla Fondazione per complessivi 15,6 milioni di euro.

“Rammarico” viene espresso dalla presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, Cristiana Fantozzi, in merito al diniego dell’autorizzazione da parte della Bce, “che costituiva condizione essenziale per l’esecuzione di un’operazione che era stata concepita, in coerenza con il Protocollo Acri/Mef del 2015, per diversificare e rendere maggiormente liquidi gli investimenti del patrimonio della Fondazione e dare alla Cassa maggiori prospettive di sviluppo in un gruppo solido e che, al contempo, potesse salvaguardarne la presenza sul territorio”.

La presidente della Fondazione precisa poi che “la mancata autorizzazione, d’altro canto, dipende da ragioni indipendenti dal merito dell’operazione di aggregazione e si motiva per fatti in nessun modo riconducibili alla Fondazione o alla Cassa di Risparmio di Cento. La Fondazione, preso atto della decisione della Bce, provvederà a svolgere le più opportune valutazioni sulle scelte future, nel rispetto, come sempre, degli obblighi di legge e statutari e in doveroso coordinamento con la propria Autorità di Vigilanza”.

E’ poi la Cassa di Risparmio di Cento Spa a puntualizzare ulteriormente che “il mutamento dello scenario societario non comporta alcuna variazione nel modo di fare banca che ha sempre contraddistinto la Cassa di Risparmio di Cento Spa, la quale proseguirà nella realizzazione di tutte le iniziative e gli investimenti finalizzati a garantire alla banca una crescita stabile e duratura, al servizio della clientela e dei territori dove opera”, ricordando a tal proposito la recente decisione di “approntare un nuovo piano industriale che determinerà l’evoluzione del modello di business della Cassa nei prossimi anni con l’obiettivo di consolidare la propria posizione sul mercato ed ampliare gli orizzonti di operatività”. “Il deciso calo degli Npl avvenuto nel 2018 grazie alla cessione di una buona parte delle sofferenze, con un indicatore di Npl ratio pari al 7,96% al 30 giugno 2019, nonché la tenuta dei coefficienti patrimoniali – aggiungono dalla CariCento – sono i presupposti di solidità patrimoniale e di presidio dei rischi che consentono alla Cassa la prosecuzione dei propri obiettivi di crescita e l’attuazione delle strategie industriali alle quali ha lavorato negli ultimi anni”.

Da parte sua, il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, dopo aver appreso la notizia “con sconcerto”, ha sottolineato la sua preoccupazione dopo aver ribadito in qeusti mesi “le perplessità legate alla lunga durata della trattativa, il cui protrarsi ha contribuito ad alimentare interrogativi nella comunità”. “Ad oggi – aggiunge il primo cittadino – la mancata finalizzazione dell’operazione ci preoccupa e ci impone di cercare di capire i motivi che hanno portato a questa situazione e di comprendere quali siano le prospettive future della nostra banca. Ho richiesto un incontro urgente sia alla Fondazione sia alla Cassa per avere questi chiarimenti e ribadire quella che è sempre stata una priorità dell’Amministrazione comunale: la tutela di risparmiatori e di tutti gli azionisti, oltre che dei dipendenti. Parallelamente avvierò un percorso istituzionale di condivisione con tutti i gruppi consiliari, che inizierà dalla conferenza dei capigruppo di lunedì”.

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