Ven 18 Ott 2019 - 151 visite
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Camere di Commercio, Pd: “Urge modifica della legge nazionale”

Ok alla risoluzione per portare il riordino in conferenza Stato-Regioni. Zappaterra: “No a imposizioni dall’alto o commissariamenti”

La giunta si attivi affinché la questione del riordino delle Camere di Commercio sia portata al più presto in sede di conferenza Stato-Regioni, proponendo al governo una modifica condivisa dell’attuale legge.

A chiederlo è il Pd con una risoluzione approvata dalla commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, sottoscritta da Marcella Zappaterra, prima firmataria, Gianni Bessi, Luciana Serri, Luca Sabattini, Paolo Calvano, Stefano Caliandro, Alessandro Cardinali, Paolo Zoffoli, Mirco Bagnari, Valentina Ravaioli, Lia Montalti, Roberta Mori, Roberto Poli, Francesca Marchetti, Manuela Rontini, Antonio Mumolo, Stefano Benati, Barbara Lori, Katia Tarasconi. Ha votato ‘sì’ il Pd, astenuta Fi.

“La legge di riforma delle Camere di Commercio – ha ricordato Marcella Zappaterra – ha generato molte criticità, fra le quali i criteri di accorpamento, rivelatisi poco rispettosi delle differenze territoriali e inadeguati a garantire una maggiore efficienza dell’azione camerale”.

Inoltre, ha rimarcato la consigliera, “la normativa nazionale non ha reso volontari i processi di rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, opzione che avrebbe potuto lasciare in capo agli organi delle singole Camere di Commercio le valutazioni economico-giuridiche necessarie a rendere l’ente, di concerto con la Regione d’appartenenza, uno strumento utile anche per le politiche regionali di sviluppo del territorio”.

“Questo – ha evidenziato la dem – ha scatenato una serie di ricorsi che hanno paralizzato il processo di riforma, divenuta un’incompiuta come quella che ha riguardato le Province. In Emilia-Romagna, le Camere di Commercio di Ravenna e di Ferrara sono quelle con i maggiori problemi. Per questo motivo – ha concluso Marcella Zappaterra – la legge va modificata e il problema va posto in sede di Conferenza Stato-Regioni, evitando imposizioni dall’alto nonché commissariamenti, e, al contrario, incentivando accorpamenti”.

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