Gio 17 Ott 2019 - 997 visite
Stampa

Interruzioni di gravidanza, serve cultura della vita

Le conclusioni a cui arriva l’assessore regionale Venturi dalla lettura dei dati della “Relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza in Emilia-Romagna nel 2018” sono fuorvianti di una realtà invece che sostanzialmente non cambia: manca una cultura della vita.

Le diminuzioni infatti dalle interruzioni volontarie di gravidanza, passate dalle 7130 del 2017 alle 6874 del 2018, vanno di pari passo con la diminuzione delle nascite che nel 2017 registrano un passivo di -1567 (-4,6%) rispetto al 2016, confermando un trend costante dal 2009.

Inoltre, per quanto concerne i farmaci con effetto abortivo, si riporta il dato sulla RU486 che ha riguardato il 34,1% del totale, in crescita rispetto all’intervento chirurgico (54,8%) ma non si tiene conto degli altri farmaci definiti anticoncezionali, che non possono escludere un effetto abortivo con l’impedimento per l’embrione di annidarsi nell’utero, magari nell’inconsapevolezza di chi li assume.

Come per la commerciale Norlevo – la cosiddetta pillola del giorno dopo – o l’EllaOne pillola dei cinque giorni dopo, le cui vendite, secondo la Società medica italiana, sono passate dalle 400mila del 2015 alle 570mila del 2017. Con un incremento in regione nel 2018 del 39,6% rispetto al 2017 di utenti tra i 14 e 25 anni.

Altro dato significativo è quello sui dati delle interruzioni di gravidanza che riguardano sempre più non adolescenti ma donne sopra la fascia dei 30 anni (il 22,5% tra i 30 e i 34 anni e il 21,3% tra i 35 e i 39 anni, con alto titolo di studio, il 45,5% in possesso di diploma superiore e il 14,9% laureate. Inoltre, il 54% di queste risulta occupata). Se quindi tra le donne più giovani che decidono di abortire vi possono essere motivazioni legate alla precarietà economica e lavorativa, nella fascia più alta di età si evidenzia una scelta più culturale che di necessità.

In Occidente, in Europa e Italia in particolare, vi è la consapevolezza di essere una società vecchia, perché dunque abdicare a questo stato di cose? Se la nostra società deve rappresentare un esempio verso altre meno sviluppate, come potrà farlo senza una nuova ‘Cultura’ della vita?

Mauro Malaguti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 15 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Ora la crisi che deriva dalla pandemia Coronavirus coinvolge di rimando anche noi.
Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, non è più sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.


OPPURE
se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico)
puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit

IBAN: IT06D0538713004000000035119
(Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com
Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. <a target="_blank" href="https://www.iubenda.com/privacy-policy/34911805">Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy</a>.

Chiudi