“Poesia tra le rose” a Valpagliaro di Denore
Tutto è pronto a Valpagliaro di Denore, nel parco della rose di Cinzia, Maria Grazia, Emanuele, per la quinta edizione di "Poesia tra le rose" che si svolgerà domenica 3 maggio
Tutto è pronto a Valpagliaro di Denore, nel parco della rose di Cinzia, Maria Grazia, Emanuele, per la quinta edizione di "Poesia tra le rose" che si svolgerà domenica 3 maggio
Mercoledì 6 maggio il Cinema Boldini in Sala Estense proietta The Sea, film israeliano del 2025 diretto da Shai Carmeli Pollak. A conclusione del film, diretta streaming in sala con la Global Sumud Flotilla. Maddalena Oliva, vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano, modererà il dialogo con Giulia Innocenzi e con gli ospiti collegati
Domenica 3 maggio 2026, alle ore 18, la chiesa parrocchiale di Sant’Agostino a Terre del Reno ospita “A European Prayer”, concerto inserito nella rassegna Ferrara Organistica 2026
Inaugura martedì 5 maggio la quarta edizione di “Ferrara incontra l’editoria”, progetto dell’Università di Ferrara dedicato al mondo dell’editoria e ai suoi protagonisti
Doppio appuntamento al Cinema Santo Spirito di Ferrara con il cinema d’autore e l’impegno sociale. Arcigay Ferrara Gli Occhiali d’Oro promuove le proiezioni del film La più piccola, diretto da Hafsia Herzi, in collaborazione con Cinema Santo Spirito
Cos’è il talento? Ne siamo tutti dotati? Quando diventa illusione e inganno? Attorno a queste domande ruota L’uva e l’acciaio, la biografia romanzata di Daniele Barioni, edito da Giraldi Editore e scritto dalla giornalista e autrice Camilla Ghedini, con introduzione di Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. E presentato in anteprima, lunedì mattina, in conferenza stampa, nella sede dell’Ente di Largo Castello alla presenza dello stesso Barioni e di Franca Orsini, vicesindaco di Copparo, dove Barioni è nato.
L’uva e l’acciaio, sarà disponibile da oggi, martedì 15 ottobre, in tutte le librerie e negli store on line. La presentazione in anteprima è prevista per venerdì 18 ottobre, alle 21, al Teatro De Micheli di Copparo, dove Barioni è nato. E la cui amministrazione venerdì sera gli conferirà la cittadinanza onoraria.
Luciano Pavarotti definì, Daniele Barioni, tra i tenori di un altro pianeta, capace di cose che in passato sono riuscite solamente a lui e a pochissimi altri.
Un dialogo immaginario tra il grande tenore di fama mondiale e un giovane artista. Una narrazione pensata non tanto e non solo per gli addetti ai lavori, quindi per gli amanti dell’opera, quanto per chi si interroga sul proprio valore e può vedersi riflesso nell’uno o nell’altro personaggio. Ci sono licenze di immaginazione, interpretazione. C’è l’attribuzione di riflessioni che tali sono nell’idea da lui trasmessa di sé a Ghedini, abituata a sondare i flussi di coscienza. Perché come spiega Ghedini nella prefazione, «ciascuno di noi, che lo riveli o meno, ad un certo punto della propria esistenza si domanda come lo vedono gli altri, cosa rimarrà dopo».
Ghedini, pur mantenendo l’ambientazione a Ferrara, dove Barioni oggi vive, ha lasciato ovattati ambienti, personaggi, nomi, date. «Perché si tratta di una storia italiana e internazionale, che potrebbe svolgersi ovunque». A confronto sono due mondi, due generazioni, due temperamenti. Tutto si snoda attraverso il concetto di sogno, nostro e altrui, «che spesso vogliamo raggiungere a costo di smarrirci, intimoriti dall’idea di deludere chi ha proiettato in noi speranze proprie. C’è la famiglia, che può farci volare o castrarci. La casualità. Il coraggio. L’ambizione». La biografia di Barioni diventa strumento «per riflettere sul concetto di successo, di carriera, che è tale solo se non ci snatura. Un inno alla costanza e alla determinazione, che diventano merito e orgoglio. Valori che oggi vacillano, quasi fossero accessori e non indispensabili».
Nell’introduzione, pone l’accento sul rapporto economia e cultura, di cui è fautore, Paolo Govoni, che ha presenziato alle interviste fatte a Barioni da Ghedini. Tutte ospitate all’interno della Camera di Commercio, a significare il valore che «attribuiamo alla cultura». «È stato emozionante partecipare alla stesura di un libro. Vederlo prendere forma, dalle interviste fatte di persona attorno a un tavolo, alla lettura del manoscritto in bozza, vedendo una dopo l’altra tutte le prove di impaginazione. È importante rimarcare quanto lavoro di precisione ci sia dietro un libro. Quante figure professionali vi ruotino. E questo mi ha confermato una volta di più che la cultura è impresa».
L’autrice devolve i proventi derivanti dai diritti di autore ad Ail (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma), sezione di Ferrara.
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