La mostra HeART of Gaza arriva a Ferrara
Dal 21 marzo al 4 aprile sarà possibile visitare la mostra di disegni realizzati dai bambini della Striscia di Gaza esposti alle vetrine di Spazio Aperto
Dal 21 marzo al 4 aprile sarà possibile visitare la mostra di disegni realizzati dai bambini della Striscia di Gaza esposti alle vetrine di Spazio Aperto
Artista e ideatore del marchio registrato LItochi (acronimo di Linea Tonda Chiusa), nato dieci anni fa dall’esigenza di unire forma, astrazione e visione in un linguaggio visivo e concettuale riconoscibile, il ferrarese Alessandro D'Elia sarà tra gli espositori della rassegna collettiva "Percorsi D'Autore", che aprirà i battenti sabato 21 marzo alle 18
Continuano gli incontri culturali promossi dall’Avis Comunale di Ferrara. Il settimo appuntamento della nuova stagione è fissato per venerdì 20 marzo alle ore 17 nella sala “Silvio Carletti”
Giovedì 19 marzo alle ore 17:30, presso l’Hotel Carlton, si terrà l’incontro “Un tempo per ogni cosa. I ritmi biologici in salute e malattia” di Roberto Manfredini in dialogo con Ruggero Osnato
Il romanzo verrà presentato al pubblico lunedì 23 marzo alle ore 18, presso la libreria Libraccio di Ferrara. Per l'occasione, l'autrice dialogherà con lo scrittore Paolo Panzacchi per esplorare i retroscena dell'opera e le tematiche generazionali in essa contenute
Cos’è il talento? Ne siamo tutti dotati? Quando diventa illusione e inganno? Attorno a queste domande ruota L’uva e l’acciaio, la biografia romanzata di Daniele Barioni, edito da Giraldi Editore e scritto dalla giornalista e autrice Camilla Ghedini, con introduzione di Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. E presentato in anteprima, lunedì mattina, in conferenza stampa, nella sede dell’Ente di Largo Castello alla presenza dello stesso Barioni e di Franca Orsini, vicesindaco di Copparo, dove Barioni è nato.
L’uva e l’acciaio, sarà disponibile da oggi, martedì 15 ottobre, in tutte le librerie e negli store on line. La presentazione in anteprima è prevista per venerdì 18 ottobre, alle 21, al Teatro De Micheli di Copparo, dove Barioni è nato. E la cui amministrazione venerdì sera gli conferirà la cittadinanza onoraria.
Luciano Pavarotti definì, Daniele Barioni, tra i tenori di un altro pianeta, capace di cose che in passato sono riuscite solamente a lui e a pochissimi altri.
Un dialogo immaginario tra il grande tenore di fama mondiale e un giovane artista. Una narrazione pensata non tanto e non solo per gli addetti ai lavori, quindi per gli amanti dell’opera, quanto per chi si interroga sul proprio valore e può vedersi riflesso nell’uno o nell’altro personaggio. Ci sono licenze di immaginazione, interpretazione. C’è l’attribuzione di riflessioni che tali sono nell’idea da lui trasmessa di sé a Ghedini, abituata a sondare i flussi di coscienza. Perché come spiega Ghedini nella prefazione, «ciascuno di noi, che lo riveli o meno, ad un certo punto della propria esistenza si domanda come lo vedono gli altri, cosa rimarrà dopo».
Ghedini, pur mantenendo l’ambientazione a Ferrara, dove Barioni oggi vive, ha lasciato ovattati ambienti, personaggi, nomi, date. «Perché si tratta di una storia italiana e internazionale, che potrebbe svolgersi ovunque». A confronto sono due mondi, due generazioni, due temperamenti. Tutto si snoda attraverso il concetto di sogno, nostro e altrui, «che spesso vogliamo raggiungere a costo di smarrirci, intimoriti dall’idea di deludere chi ha proiettato in noi speranze proprie. C’è la famiglia, che può farci volare o castrarci. La casualità. Il coraggio. L’ambizione». La biografia di Barioni diventa strumento «per riflettere sul concetto di successo, di carriera, che è tale solo se non ci snatura. Un inno alla costanza e alla determinazione, che diventano merito e orgoglio. Valori che oggi vacillano, quasi fossero accessori e non indispensabili».
Nell’introduzione, pone l’accento sul rapporto economia e cultura, di cui è fautore, Paolo Govoni, che ha presenziato alle interviste fatte a Barioni da Ghedini. Tutte ospitate all’interno della Camera di Commercio, a significare il valore che «attribuiamo alla cultura». «È stato emozionante partecipare alla stesura di un libro. Vederlo prendere forma, dalle interviste fatte di persona attorno a un tavolo, alla lettura del manoscritto in bozza, vedendo una dopo l’altra tutte le prove di impaginazione. È importante rimarcare quanto lavoro di precisione ci sia dietro un libro. Quante figure professionali vi ruotino. E questo mi ha confermato una volta di più che la cultura è impresa».
L’autrice devolve i proventi derivanti dai diritti di autore ad Ail (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma), sezione di Ferrara.
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