Attualità
12 Ottobre 2019
Nuovi cartelli turistici per guidare alla scoperta di alcuni palazzi cittadini a cura degli studenti dell’istituto Aleotti

Una passeggiata nella Ferrara novecentesca con Atrium Go

di Redazione | 2 min

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Palazzo delle Poste, Aeronautica, l’Acquedotto monumentale, i villini liberty di viale Cavour e molti altri sono i palazzi entrati nell’itinerario ‘Atrium go- Ferrara città del Novecento’, un percorso turistico che comprende 15 tappe per esplorare la Ferrara Razionalista, realizzato nell’ambito di un progetto europeo, che ha unito Italia e Croazia, legato al ‘patrimonio dissonante’, in cui si sono analizzati i lasciti architettonici dei regimi che hanno segnato la storia di entrambi i Paesi, realizzato dall’istituto G.B. Aleotti indirizzo costruzioni, ambiente e territorio e la scuola Alda Costa.

“Questo progetto mette l’accento sulla collaborazione tra scuola e amministrazione comunale che consideriamo centrale e che nella nostra città è sempre stata molto viva” ha sottolineato Marco Gulinelli, assessore alla cultura.

L’itinerario, fulcro di questo progetto, è nato alla fine di un importante lavoro che, come ha sostenuto Barbara Pizzo, curatore scientifico “ha permesso di riconoscere, rivedere e ridescrivere una città a noi nota, ricondotta in primis al Medioevo e al Rinascimento, ma a cui è stato aggiunto un nuovo filo, quello novecentista”. I cartelli turistici permanenti hanno lo scopo di raggiungere il curioso che si imbatte per caso e abbia voglia di approfondire questo percorso. Ulteriori informazioni e le schede tecniche scritte dagli studenti sono disponibili al sito www.museoferrara.it, oltre ad un opuscolo cartaceo reperibile presso l’ufficio accoglienza turistica.

“I ragazzi hanno lavorato con qualità in un campo che non è strettamente attinente ai loro studi, ma a cui teniamo molto, poiché crediamo che per chi studia il territorio sia molto importante il lato culturale – ha sostenuto Francesco Borciani, preside dell’istituto Aleotti-. Conosciamo la Ferrara razionalista, ma non la vediamo, perché la parte medievale e rinascimentale si impone. Il materiale prodotto dà le chiavi di lettura per capire un periodo storico difficile”.

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