Gio 10 Ott 2019 - 2841 visite
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Fabbri fa dietrofront e concede il patrocinio al Coming out day

Il sindaco: "Dispiace la polemica, basta non toccare temi divisivi come la maternità surrogata". De Giovanni: "Ostracismo preventivo, non si finga il sindaco di tutti"

Alan Fabbri e Massimiliano De Giovanni

Il Comune di Ferrara fa dietrofront e concede il patrocinio al Coming Out Day. A darne comunicazione è lo stesso sindaco Alan Fabbri che, “valutando positivamente l’atteggiamento collaborativo di Arcigay”, ha deciso di dare la propria ‘benedizione’ all’iniziativa che si svolgerà venerdì 11 ottobre alle 18 in piazza Verdi.

“Come avevamo richiesto il progetto iniziale per l’iniziativa organizzata da Arcigay è stato ulteriormente dettagliato e in parte rivisto dove andava a toccare temi divisivi come la maternità surrogata – spiega il primo cittadino -. Posto che la mancata concessione non avrebbe, in ogni caso, limitato la buona riuscita della manifestazione il Comune ha valutato positivamente l’atteggiamento collaborativo dell’associazione e, come avevamo chiarito nell’incontro con la presidente, Manuela Macario, il patrocinio del Comune alla manifestazione sul Coming Out Day verrà concesso”.

In realtà Macario non è più presidente ma segretaria nazionale Arcigay, comunque la sostanza non cambia e solleva una critica da parte di Fabbri: “Dispiace che, a fronte della disponibilità del Comune e ancor prima dell’incontro chiarificatore già fissato (per il pomeriggio di lunedì 7 ottobre) l’associazione abbia comunque voluto sollevare, anticipatamente, una polemica su questioni che nulla hanno a che vedere, in realtà, con la tutela dei diritti delle persone Lgbt”.

Il nodo della discordia è la graphic novel ‘Le semplici cose’ di Massimiliano De Giovanni, che uscirà il 7 novembre per Feltrinelli e che racconterà del percorso di due ragazzi gay per diventare genitori, uno dei tanti libri scritti nella sua carriera “ma è la prima volta che mi trovo di fronte a un simile ostracismo preventivo” racconta l’autore.

“Il sindaco Alan Fabbri non ha letto il mio nuovo lavoro, ignora la mia posizione sul tema della gestazione per altri, non mi conosce personalmente. Eppure teme per quanto io potrei dire – è la riflessione di De Giovanni, poco prima del ripensamento dell’amministrazione -. Il suo è un evidente pregiudizio, un’antipatia fondata su una generalizzazione falsa e inflessibile. Ancor più inaccettabile perché presupporrebbe da parte mia una strumentalizzazione del dibattito sul coming out nel giorno dedicato all’importanza di dichiarare pubblicamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere”.

“Le famiglie arcobaleno sono da diverso tempo sotto attacco da parte di una politica ostile all’estensione dei diritti per la comunità Lgbt – allarga lo sguardo De Giovanni -. Assistiamo a una vera e propria ossessione rispetto all’omogenitorialità, tanto che il fantasma della Gpa entra in qualunque dibattito legato a gay, lesbiche e transessuali, dalla recente legge regionale contro l’omofobia e la transfobia, fino all’imminente incontro pubblico sul coming out organizzato da Arcigay Ferrara”.

Per l’autore, “confondere le acque pare essere una strategia conclamata da parte dell’estrema destra, di esponenti clericali e movimenti omofobi, ma l’omofobia e la transfobia non hanno nulla a che fare con il desiderio di diventare genitori, così come il coming out. La gestazione per altri è un tema che scuote e divide, rivelando uno dei nervi scoperti più insidiosi della nostra società, ma in Italia l’argomento viene accostato al solo mondo Lgbt per screditare i movimenti per i diritti civili, quando invece sette coppie su dieci tra quelle che accedono alla Gpa sono eterosessuali“.

“Il Comune di Ferrara ha preso tempo per un possibile ripensamento sulla base di una rassicurazione sulla blindatura del dibattito di venerdì. Ma certe rassicurazioni non sono forse esse stesse una forma di censura? – si domanda De Giovanni -. Meglio allora che Alan Fabbri prenda le distanze dall’evento di Arcigay Ferrara senza fingersi il “sindaco di tutti”, senza dichiarare di “lavorare per unire, non per dividere”, senza scuse”.

La riflessione si chiude con una citazione di Vittorio Sgarbi che fra l’altro ha appoggiato Fabbri alle elezioni: “”La censura dell’arte è una manifestazione d’ignoranza intollerabile” dichiarava Sgarbi. Un pensiero forte ma condivisibile – commenta De Giovanni – perché per un autore la censura è come un’ombra in una radiografia. È il blackout della democrazia, soprattutto quando è un’amministrazione ad applicare una censura. E per giunta preventiva. E per chi vuole scoprire cosa dirò, l’appuntamento è venerdì 11 ottobre alle 18 in piazza Verdi”.

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