Mer 9 Ott 2019 - 11762 visite
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Addio a Miriam e Manuel. “Non è giusto morire così, ora il cielo ha tre stelle in più”

Celebrati i funerali dei due ragazzi morti nell'incidente stradale a Vigarano. Presenti il proprietario di IperTosano e il conducente dell'auto

(foto di Alessandro Castaldi)

di Davide Soattin

Vigarano Mainarda. Più di mille persone si sono strette al PalaVigarano per dare l’ultimo saluto a Miriam Berselli e Manuel Signorini, i due giovani di 21 e 23 anni, scomparsi nel tragico incidente sulla via Cento nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 settembre, applaudendo l’arrivo congiunto delle due bare bianche – entrambe coperte da mazzi di rose, rosse per la ragazza e bianche per il ragazzo – e accompagnandole fin davanti all’altare posto sul parquet del palazzetto, luogo scelto per lo svolgimento dei funerali.

Tra i componenti della folla silenziosa e discreta di persone, che si è radunata sin dal primo pomeriggio per dimostrare la vicinanza alle due famiglie colpite dal grave lutto, oltre ai colleghi di IperTosano – che nelle scorse ore hanno aiutato gli addetti ai lavori per allestire a tempo di record il PalaVigarano – e allo stesso proprietario dell’ipermercato Anerio Tosano, hanno partecipato alle esequie e voluto rendere omaggio alla memoria dei due ragazzi anche Barbara Paron, Lucia Ghiotti, Sondra Coizzi e Alan Fabbri, rispettivamente primi cittadini di Vigarano Mainarda, Salara, Occhiobello e Ferrara.

A officiare la funzione e pronunciare l’omelia funebre è toccato al parroco vigaranese don Andrea Frazzoli, che nei prossimi giorni verrà sostituito da don Giacomo Falco Brini, anche lui presente insieme a don Rosario Bonaccio di Vigarano Pieve, monsignor Michele Zecchin della parrocchia ferrarese di viale Krasnodar e don Massimo Guerra di Salara: “Purtroppo anche la nostra comunità si trova radunata oggi per salutare questi due giovani insieme a Giulio. Possiamo solo unirci nel dolore, ma allo stesso tempo anche nella speranza che questo non sia l’ultimo momento della loro vita, visto che tutti e tre sono ora nella gloria eterna e nella grazia di Dio”.

“In queste settimane – ha continuato il sacerdote – stiamo vivendo un periodo di grande buio, angoscia e grande sofferenza, che ha colpito voi familiari e che si è allargato a coloro che hanno conosciuto i ragazzi nel lavoro, nelle amicizie e nelle varie comunità di provenienza. Un buio che ci ha lasciato sgomenti, perché quando muore un giovane è sempre un momento difficilissimo. Ma questo momento vi assicuro che non è lontano da Dio. Il Signore comprende quello che state passando, anche se a volte è impossibile pensare che sia così, aiutandovi ad avere più speranza e a fare luce. Manuel, Giulio e Miriam continueranno ad accompagnare il percorso delle persone a cui hanno voluto bene nella loro vita. Sarà dura affrontare questo vuoto incolmabile, ma i nostri cari ora sono nell’eternità e da lì ci devono aiutare”.

Al termine della funzione religiosa poi, che ha visto le due famiglie unite nel dolore farsi forza a vicenda e la presenza anche del conducente dell’auto andata a schiantarsi contro il platano, prima degli ultimi saluti da parte di amici, conoscenti e familiari, lo stesso don Frazzoli ha voluto portare il pensiero dei carabinieri di Vigarano Mainarda – tra i primi ad arrivare sul posto nella notte della tragedia – nei confronti dei genitori delle vittime, dicendosi colpiti “per il tipo di intervento che si sono trovati ad offrire e per l’immedesimazione che hanno avuto negli stati d’animo delle famiglie, rendendosi partecipi di un dolore che a tutti gli effetti ha fatto sentire i vostri ragazzi come se fossero i loro, facendo tutto il possibile”.

In un secondo momento poi, prima di affidare le salme di Miriam e Manuel al loro ultimo viaggio, con la voce rotta dalla commozione e dal pianto, proprio la sorella del ragazzo – che ha portato tra le braccia lo skateboard del fratello – ha affidato ricordi ed emozioni a una lettera toccante e densa di significati, posta subito dopo tra i fiori a corredo della bara: “Sono arrabbiata perché non è giusto morire così, perché avevi una vita davanti e tantissimi sogni da voler realizzare. Ti chiedo scusa se le tue magliette ora sono diventate il mio rifugio in cui immagino un tuo grande abbraccio e perdonami se non sono riuscita a essere la tua complice perfetta. La nostra casa è vuota ormai, c’è solo un silenzio assordante che mi fa paura. Voglio solo dirti che siamo fieri e orgogliosi dell’uomo che stavi diventando. Ora il cielo ha tre stelle in più con cui risplendere”.

“Dite ai vostri genitori, fratelli, sorelle e amici quanto li amate, abbracciateli e lasciatevi abbracciare e baciare – ha concluso con un bellissimo messaggio rivolto a tutti -. Lasciate fuori dal cuore l’odio e il rancore, non portano a niente solo a perdere minuti preziosi di questa vita così bella quanto imprevedibile”.

“La nostra famiglia – ha concluso un’amica di Miriam, a pochi istanti dell’uscita dei feretri sempre tra un’ala scrosciante di applausi – ha perso una sorella, un’amica e una parte fondamentale. Altri di noi hanno condiviso l’infanzia con te, altri sono cresciuti al tuo fianco. Ognuno di noi oggi perde una parte di sorriso, che prima o poi riusciremo a regalarti, come tu hai regalato a noi la tua allegria. A tutti, tu hai donato la tua amicizia, il tuo sorriso, la spensieratezza e momenti indelebili che ora si sono trasformati in ricordi indelebili. Non ti preoccupare, noi ti promettiamo che ti porteremo in ogni cosa che faremo. In ogni serata e in ogni vacanza tu ci sarai, proprio come se fossimo ancora una grande famiglia”.

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