Ci può essere ancora vita nel Grattacielo
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
Un presidio pubblico è stato annunciato per martedì 3 febbraio alle ore 18 davanti alla Prefettura di Ferrara, dove il Comitato Torri ABC chiederà maggiore attenzione istituzionale per la situazione delle persone sfollate e per le difficoltà legate all'emergenza abitativa in città
È andato dalla compagna, che - dopo il loro sfollamento da una delle torri del Grattacielo di via Felisatti - aveva trovato ospitalità a casa della madre, con l'obiettivo di parlarle. Ma, dopo un inziale confronto, la situazione è degenerata fino a quando lui non ha alzato le mani e l'ha riempita di botte
È stato condannato - in abbreviato - a 5 anni e 7 mesi di reclusione il 59enne Alessandro 'Caso' Casolari, storico esponente del Gruppo d'Azione, finito a processo insieme al 52enne Roberto 'Gildo' Roma, a cui sono stati inflitti - sempre in abbreviato - 6 anni, 3 mesi e 17 giorni di pena, con le iniziali accuse - a vario titolo - di rapina aggravata, sequestro di persona e indebito utilizzo di strumenti di pagamento
Nel mirino finiscono in particolare le scuole di Cento e di Comacchio, dove il piano prevede accorpamenti che porteranno alla nascita di due maxi Istituti comprensivi

La coreografia dedicata ad Aldrovandi (foto di Alessandro Castaldi)
di Davide Soattin
I ragazzi della Curva Ovest avevano detto che sarebbe stata una delle coreografie “più importanti e pregne di significato mai allestite”. E così è stato, trasformando l’entrata in campo delle formazioni di Semplici e Liverani in un momento toccante e di grande commozione, capace di unire le tifoserie di Spal e Lecce per l’anniversario della morte di Federico Aldrovandi.
“Per te. Per la tua indomita famiglia. Perché non accada mai più” è stato il messaggio lanciato dal settore più caldo del tifo ferrarese, che in un secondo momento ha sventolato più di 3mila cartoncini bianchi e azzurri a comporre la scritta “Aldro vive”, mentre un bandierone con il volto di Federico veniva issato al centro della curva.
Allo stesso tempo, tra gli applausi scrocianti di tutto lo stadio, i decibel delle ugole spalline si sono alzate per intonare quei “Ovunque tu sarai, un coro sentirai e Aldro vive con noi” e “licenziate i poliziotti che hanno ucciso Federico”, che da quattordici anni a questa parte accompagnano l’effigie di Aldrovandi negli stadi di tutta Italia.
Quella stessa effigie che nel prepartita hanno mostrato anche i tifosi salentini, annullando ogni rivalità nel nome e nel ricordo di chi non c’è più ma che sarebbe potuto essere ancora qui, se la mattina del 25 settembre del 2005 non avesse trovato lungo la sua strada quei quattro agenti della polizia di Stato, che lo pestarono a sangue e gli tolsero per sempre la vita.
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