Cédric Klapisch e la Belle Époque: I colori del tempo all’Arena
Domenica 7 giugno il Parco Pareschi ospita, per l'Arena Coop Alleanza 3.0 di Arci Ferrara, I colori del tempo (La Venue de l'avenir) di Cédric Klapisch
Domenica 7 giugno il Parco Pareschi ospita, per l'Arena Coop Alleanza 3.0 di Arci Ferrara, I colori del tempo (La Venue de l'avenir) di Cédric Klapisch
Sabato 6 giugno l'Arena Coop Alleanza 3.0 al Parco Pareschi, organizzata da Arci Ferrara, porta sullo schermo Un semplice incidente di Jafar Panahi, vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes 2025
Quijote!, lo storico spettacolo di Teatro Nucleo, continua a conquistare le piazze anche nel 2026. Giovedì 28 maggio la compagnia italo-argentina con sede a Pontelagoscuro ha regalato agli abitanti del territorio un’anteprima speciale dello spettacolo con una prova generale aperta al pubblico al Centro Sociale Il Quadrifoglio
Venerdì 5 giugno l'Arena Coop Alleanza 3.0 al Parco Pareschi, organizzata da Arci Ferrara, propone Lo straniero (L'Étranger) di François Ozon
Giovedì 4 giugno l'Arena Coop Alleanza 3.0 al Parco Pareschi, organizzata da Arci Ferrara, presenta La Tenerezza (L'Attachement) di Carine Tardieu, film presentato in Selezione Ufficiale alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Sala Estense gremita, venerdì sera, per il doppio evento organizzato da Legacoop Estense, presieduta da Andrea Benini, e associazione Paolo Mandini in collaborazione con Fondazione Ado. In scena è andato Interruzioni, primo spettacolo teatrale sul testamento biologico ispirato al terzo racconto dell’omonimo libro (Giraldi Editore) della giornalista e autrice ferrarese, Camilla Ghedini.
Sul palco, Gianna Coletti, nel triplice ruolo di figlia morente, madre che non vuole accettare una perdita che vive come abbandono, medico.
A seguire, il dibattito introdotto da Benini, che ha ricordato «l’amico e cooperatore Paolo Mandini, che ci manca tanto, e che avrebbe condiviso lo spirito di questa serata, che ci consente di ragionare su temi tanto complessi, dandoci strumenti di riflessione, senza propinarci una verità unica, una risposta preconfezionata».
Parole confermate dai relatori, che moderati da Francesca Tamascelli (Legacoop), ha visto confrontarsi sul tema del fine vita e delle cure palliative Mina Welby, Luigi Grassi (docente Psichiatria Unife), Milena Maltoni (Cidas) e Luigi Bruno, direttore sanitario Fondazione Ado. Con contributo finale di Coletti e Ghedini.
Toccante la testimonianza di Welby, che ha ricordato gli ultimi giorni col marito, il suo desiderio di interrompere le sofferenze, il suo aiuto a Mario Riccio, il medico che accolse l’appello di Piergiorgio Welby praticandogli la sedazione e staccandogli il respiratore. «Piergiorgio non voleva morire. Non voleva più vivere così. Io l’ho accompagnato in questo percorso per amore».
Si è concentrato sui temi del «perdono, del bisogno di conciliazione, del tentativo di abbandonare il rancore» Luigi Grassi, secondo cui è bene lavorare sulle parole con cui ci si congeda. E che ha riconosciuto all’arte un valore didattico. Da Milena Maltoni e Luigi Bruno, direttore medico Fondazione Ado, la testimonianza di cosa significhi vivere quotidianamente con pazienti malati terminali, che attendono o talvolta chiedono la morte.
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