Politica
21 Settembre 2019
Guerzoni, Solaroli e Zocca: "Un gesto che consideriamo un gesto di pace, ci siamo presentati avvisando e con rispetto"

Crocifissi a scuola, i ‘Re Magi’ rispondono alle accuse: “Nessuna propaganda politica”

di Ruggero Veronese | 2 min

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“Nessuna propaganda: ci siamo offerti volontariamente di portare i crocefissi nelle scuole e di appenderli, per evitare una spesa al Comune”. Questa la replica all’ex assessore all’istruzione Cristina Corazzari dei tre consiglieri della Lega Massimiliano Guerzoni , Stefano Solaroli e Benito Zocca, ironicamente soprannominati nelle ultime ore ‘i Re Magi’ dopo la notizia del loro impegno in prima persona nell’affiggere i crocifissi comprati dall’amministrazione comunale nelle scuole ferraresi .

I consiglieri negano che ci siano intenti di propaganda politica nella propria iniziativa e affermano che “In modo rispettoso e avvisando per tempo ci siamo presentati ai dirigenti per consegnare il dono e abbiamo concordato con loro cosa fare. In alcune scuole i crocefissi sono stati semplicemente consegnati. Se qualche collega del Pd vuole accompagnarci in questa attività, che si concluderà nelle prossime ore siamo più che disponibili”. Un invito che ora  l’opposizione potrebbe vedere come un po’ tardivo, dal momento che la stessa Corazzari aveva chiesto “perché non è stato detto al resto dei consiglieri di questa opportunità?”.

Polemiche a parte, i consiglieri leghisti assicurano però di aver condotto l’iniziativa con il massimo rispetto alle scuole: “Con una lettera il direttore della Istituzione scolastica ha anticipato il nostro arrivo specificando che la nostra presenza era da considerarsi in qualità di volontari, per la consegna e l’affissione dei crocifissi che altrimenti, sarebbe risultata onerosa per il Comune. Premesso che abbiamo iniziato prima dell’inizio dell’anno scolastico e che anche in questi giorni la nostra presenza non impatta in alcun modo con l’attività scolastica, resta inteso che ogni scuola ha e ha avuto la massima libertà nel definire il nostro ruolo nell’occasione e nell’indicarci come portare a termine la consegna. Non c’è mai stato nessun intento politico o propagandistico dietro questo gesto che consideriamo un dono in simbolo di pace”.

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