Sab 21 Set 2019 - 81 visite
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Mentre si studiano i reperti della Terramara il Comune pensa ad altri saggi sul territorio

Il sindaco Bergamini: "Continueremo a investire nella cultura per divulgare i contenuti degli scavi passati e futuri, ma anche cone veicolo di promozione"

Bondeno. Si continueranno a studiare i risultati degli scavi recenti della Terramara di Pilastri, anche se per quest’anno le “pale” rimarranno ferme, per quel che attiene il “cantiere” archeologico dell’età del Bronzo e ci si concentrerà sull’analisi dei reperti. Ma l’archeologia sul territorio di Bondeno non si fermerà, anzi.

E’ possibile dare una lettura di questo tipo alla proposta di delibera discussa nei giorni scorsi durante una riunione di Giunta, servita per pianificare le prossime tappe dell’archeologica matildea. Innanzitutto, con la proposta di finanziare altri tre saggi di scavi a Burana, Gavello e Settepolesini, dove si trovano alcuni siti archeologici di età romana.

«Continuare ad investire sulla cultura significa contribuire a realizzare una rappresentazione completa del territorio – dice il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini – cercando di raccontarlo attraverso le testimonianze che la storia ci rimanda». La Terramara è stata (e sarà nel futuro) l’elemento che ha ridato impulso all’archeologia locale, la quale ha padri importanti come don Guerino Ferraresi e Gianfranco Po, per fare due nomi. Ma è stata anche un punto di partenza per allargare ora il fronte e, magari, ridare slancio ad un concetto di un’archeologia “partecipata”. L’amministrazione ha pertanto deciso di inserire in un apposito capitolo di bilancio circa 27mila e 500 euro, che serviranno per seminari di studi, momenti di confronto, iniziative con le scuole, oltre ad alcune pubblicazioni e al finanziamento dei prossimi saggi di scavi di età romana.

«Stiamo lavorando per ottenere le opportune liberatorie da parte dei proprietari dei fondi agricoli interessati – dice il vicesindaco con delega alla promozione del territorio, Simone Saletti – in modo tale da acquisire le autorizzazioni agli scavi, che saranno sempre concertati con al Sovrintendenza, ma in modo tale da riconoscere anche un rimborso ai coltivatori che, per un certo periodo, dovessero ospitare uno scavo archeologico sul proprio fondo». Sullo stile, per intendersi, di quello eseguito lo scorso inverno nel fondo “Marchesa” di Burana. Dove, tra i vari reperti rinvenuti, sono stati ritrovati laterizi e pesi da telaio, tracce di antiche fondazioni e frammenti di ceramiche, oltre a vetri e numerose monete di età imperiale.

«La programmazione di iniziative e manifestazioni – continuano Bergamini e Saletti – è strettamente collegata alla nostra volontà di continuare a promuovere il territorio. Valorizzando il medesimo attraverso il collegamento con la storia, le tradizioni e persino il tema dell’enogastronomia e della cultura in genere, che sono veicoli in grado di portare a Bondeno numerosi visitatori». Senza dimenticare le numerose scolaresche arrivate in questi anni per visitare la Terramara e che ora potrebbero essere coinvolte nelle iniziative di restituzione dei risultati raggiunti e nei nuovi progetti di scavo.

«E’ fondamentale continuare ad investire sulla parte seminariale e laboratoriale – aggiunge l’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri – che si traduce anche in pubblicazioni che alimentano un percorso di studio e ricerca. A tale proposito, il Comune lavorerà con l’Università di Padova per la pubblicazione di 500 copie di un prossimo volume, che entrerà a far parte anche del circuito accademico. Possiamo dire – conclude – che con questa nuova fase inerente all’archeologia locale abbiamo compiuto un altro passo verso quel progetto che abbiamo voluto chiamare: “Archeologia e paesaggio nel territorio del grande fiume”. Un titolo che pensiamo sia in grado di sintetizzare tutti gli aspetti del progetto stesso». E per il quale il Comune ha deciso di stanziare circa 27mila e 500 euro, come accennato, sottoponendo il tutto ad una prossima seduta del consiglio comunale, che dovrà vagliare le variazioni introdotte negli appositi capitoli di missione della “cultura” e del “turismo”.

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