Lun 23 Set 2019 - 787 visite
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Il dramma dell’immigrazione nel “Paradiso Italia”

Il libro di Mirko Orlando dà voce ai migranti che vivono nel nostro Paese

di Lucia Bianchini
Scrittura, fotografie e fumetto, tre linguaggi che raccontano il dramma dell’immigrazione, visto con gli occhi di chi ha attraversato il mare, pensando di trovare il paradiso. Questo ha raccontato Mirko Orlando nel suo libro “Paradiso Italia”, di cui, insieme all’autore, hanno discusso, giovedì a Spazio Grisù, Ilaria Baraldi, consigliera comunale, Massimo Cipolla, avvocato dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione, e Marco Belli, scrittore, fotografo e direttore di Elba Book Festival.

L’incontro è stato organizzato da Biblioteca Popolare Giardino, Consorzio Factoy Grisù e Edicola Edizioni.

“Il libro è stato pubblicato nella primavera 2019, punto più basso della retorica anti immigrazione in Italia – ha affermato Baraldi – quindi è aggiornato, anche se non tiene conto degli ultimi sviluppi, tra cui un decreto sicurezza bis e molti altri episodi di navi bloccate in mare. L’augurio è che il nuovo governo metta mano alla normativa”.

Orlando racconta le storie di questi ragazzi dal loro punto di vista, essendo infatti stato in questa ‘terra di nessuno’ dove essi arrivano e stanno in attesa di un documento o di un familiare, nelle palazzine dell’ex Moi di Torino, nelle baracche nella periferia di Ventimiglia, tra chi tenta una fuga disperata tra le nevi della Val di Susa o a Borgo Mezzanone, dove i braccianti si oppongono al caporalato, nei campi dove si muore per tre euro l’ora.

“Forse noi respiriamo questo odio – ipotizza l’autore –  la nostra democrazia ci sembra così intramontabile e sicura che qualcuno che chiede pieni poteri ci fa solamente ridere. Secondo me dovremmo invece iniziare ad aver paura, e a dare più peso a parole e linguaggio”.

Proprio il linguaggio secondo Orlando è usato dalla politica come tranello, addirittura a livelli di manipolazione dell’informazione. “Umanità, buono, buonista, ogni gesto di umanità è visto come buonista, chi ha studiato e riflette sulla realtà è un radical chic, un professorone. In un mondo che vuole mostrare solo slogan non c’è posto per la riflessione” afferma Marco Belli.

“Secondo me dovremmo smettere di voler avere un’opinione su tutto – continua Orlando -, spesso mi hanno chiesto come io risolverei il problema dell’immigrazione, ma non è il mio ruolo, è come se chiamassi l’idraulico perché il rubinetto perde, e lui chiedesse a me come lo aggiusterei. La complessità non può essere approcciata in modo semplicistico: si sente oggi parlare di sovranismo, ma in un mondo interconnesso dal punto di vista economico e sociale, in cui vi è un solo clima, quindi chiunque inquini influisce sugli altri, di fronte a problemi globali, cosa pensano di fare i sovranisti, puramente a livello nazionale?”.

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