Gio 19 Set 2019 - 6003 visite
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Franceschini sbaglia numero e rivela a Il Tempo i propri progetti immobiliari

Curiosa gaffe del ministro ferrarese, che per errore svela a Franco Bechis l'intenzione di trasformare il B&B Marfisa d'Este in alloggi studenteschi. Ma è anche un possibile indizio sul trend immobiliare a Ferrara

Quanto accaduto nei giorni scorsi al direttore de Il Tempo, Franco Bechis, è il sogno di qualunque giornalista: ricevere una telefonata da un ministro che, per un’incredibile e irripetibile coincidenza, ha sbagliato numero e inizia frettolosamente a discutere di questioni private. E finisce così per rivelare al basito cronista dall’altra parte della cornetta i propri progetti futuri. Potrebbe sembrare l’incipit di una commedia degli equivoci, ma in realtà è l’inizio del piccolo ma curioso caso che negli ultimi due giorni ha visto al centro il ministro alla cultura e al turismo Dario Franceschini, accusato dal proprio predecessore, l’ex ministro Gian Marco Centinaio, di conflitti di interesse tra il ruolo politico e le attività economiche della sua famiglia a Ferrara.

La vicenda riguarda il bed & breakfast Dimora Marfisa d’Este in corso Giovecca, ex residenza della famiglia Franceschini e gestito dalla sorella del ministro. Lunedì pomeriggio alle 15:46 al telefono di Bechis arriva una telefonata da un numero sconosciuto. Il giornalista risponde e sente dire: “sono Franceschini, ciao…”, accorgendosi immediatamente che “la voce era inconfondibilmente quella di Dario Franceschini, neo ministro dei Beni culturali”. Già pronto a controbattere a una qualche critica o lamentela per gli articoli del giornale, Bechis risponde con un semplice “buongiorno Dario”, senza immaginare che la telefonata del ministro è di tutt’altra natura: “Senti – sono le parole riportate dal direttore de Il Tempo -, io mercoledì sono a Ferrara, quindi se puoi anche tu, vieni e ti posso fare vedere quell’immobile che ti avevo detto. Anche se sono ancora in attesa della autorizzazione a trasformarlo da B&B ad alloggio per gli studenti…”.

La telefonata viene interrotta da Bechis, che avverte Franceschini di aver sbagliato numero: “e lui, di evidente fretta: ‘Ah, ho sbagliato? Scusi…’, e ha riattaccato”. La conversazione però per quanto casuale non poteva che accendere la curiosità del giornalista, che sul quotidiano romano approfondisce la storia famigliare di Franceschini e parla della trasformazione della casa di famiglia in un B&B oggi molto richiesto e apprezzato dai turisti, al punto che per prenotare una stanza libera occorre aspettare almeno un paio di mesi. È proprio in virtù di questo successo imprenditoriale, Bechis si chiede “perchè cambiarne la destinazione d’uso?”, sottolineando in particolare che il target studentesco potrebbe rivelarsi un po’ ‘incompatibile’ con locali antichi e arredi d’epoca: “Chissà – scrive Bechis -, magari il ministro del Turismo si sentiva in imbarazzo, o perfino in conflitto di interessi con la gestione di quella piccola attività ricettiva”.

Un sospetto che non sfugge all’attenzione dell’ex ministro al turismo, Gian Marco Centinaio, pronto a cogliere in fallo il proprio successore alla prima occasione utile: “Franceschini proprietario di un B&B non è incompatibile con il suo nuovo ruolo di Ministro del Turismo? – scrive Centinaio su Twitter – Forse è per questo che tace sul mio provvedimento per dare efficacia al codice identificativo per le strutture ricettive?”. Un’accusa piuttosto pesante a livello politico, su cui oggi interviene ufficialmente anche l’ufficio stampa del Ministero ai Beni Culturali e Turismo, che in una comunicazione ad Ag Cult afferma che “Una semplice verifica anche online avrebbe consentito di evitare una polemica inutile, verificando facilmente che il Room & Breakfast in Ferrara di cui si è parlato in questi giorni sui giornali, è gestito da una impresa individuale esclusiva della sorella del Ministro”.

Si chiude così, almeno per ora, la polemica sul B&B della famiglia Franceschini, che per un paio di giorni ha fatto registrare un boom di richieste di accesso al catasto ferrarese dalle redazioni romane. Per chi invece è già calato nel contesto locale, la riflessione da muovere potrebbe essere un’altra: la scelta della famiglia Franceschini di convertire il B&B o parte di esso in alloggi studenteschi (questo almeno sembra trasparire della telefonata a Bechis) potrebbe infatti essere indizio di un preciso trend economico e immobiliare a Ferrara, determinato anche dal boom di iscrizioni all’università. Insomma: anche chi era solito privilegiare gli investimenti in sistemazioni di pregio o legate al turismo potrebbe iniziare a concentrarsi maggiormente su un target più economico ma in enorme crescita, quello studentesco, anche a costo di sacrificare un po’ dell’antica eleganza.

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