Lun 16 Set 2019 - 39 visite
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Collaborazione partecipata contro la violenza silente

Un incontro sul tema ‘Parliamo di violenza su donne, minorenni ed animali... Quando il cittadino fa la differenza'

Cento. Attivamente partecipato, l’incontro ‘Parliamo di violenza su donne, minorenni ed animali…Quando il cittadino fa la differenza’ ha permesso di approfondire il progetto Do.Min.A., sostenuto e finanziato dalla Regione e riconosciuto a livello nazionale e internazionale, e il concetto del coinvolgimento della collettività, per fare emergere situazioni di abusi e maltrattamenti che diversamente rischiano di rimanere avvolte nel silenzio.

«Do.Min.A. è iniziato nel 2018 per volontà dell’Amministrazione Comunale, grazie all’impegno di alcuni operatori – ha introdotto il comandante della Polizia Locale Fabrizio Balderi -. Uno degli elementi caratterizzanti è fornire formazione agli addetti ai lavori e informazione ai cittadini sui fenomeni della violenza e su come riconoscerla. Nell’ambito del concetto di sicurezza integrata si sposa perfettamente con il controllo di vicinato».

L’assessore Antonio Labianco ha rimarcato come «questo progetto nasce dalla grande specializzazione, disponibilità e volontà degli operatori, che hanno voluto approfondire conoscenze in determinati settori, accogliendo anche il concetto anglosassone, all’avanguardia, della correlazione tra tali atti contro gli animali e ogni altro comportamento violento, antisociale e criminale». «Chi meglio della Polizia Locale può avere il polso del territorio? – ha poi rilevato -. L’obiettivo di formare e informare si propone di effettuare un lavoro in rete a vantaggio di tutta la comunità».

L’appuntamento, organizzato dagli Assessorati Pari Opportunità e Sicurezza del Comune di Cento, ha visto i componenti del Nucleo Anti Violenza della Polizia Locale di Cento, l’assistente scelto Michela Bosi e l’ispettore superiore Massimo Perrone, relazionare sulle tematiche relative alla violenza su donne, minorenni e animali, focalizzando l’importanza del ruolo attivo del cittadino nella prevenzione e nelle forme di contrasto.

«Quello che ci ha portato a Do.Min.A. è un percorso fatto di studio, ma soprattutto di quotidiana esperienza e nasce dalla scelta di mettere insieme la specializzazione nell’ambito del contrasto alle violenze verso particolari fasce di popolazione, non più trattate dunque per compartimenti stagni. I soggetti deboli sono le donne, i minori e gli animali, individuati come tre categorie che hanno come comuni denominatori quali la non comunicazione e la loro massima espressione nel vivere nella cura domestica: in questa condizione la violenza diventa invisibile. Per sconfiggere questa situazione è necessaria la collaborazione partecipata dei cittadini, che devono essere pronti a cogliere i segnali sentinella, per poter fare la differenza. Ciò accade se si impara un’attività di ascolto, anche del silenzio, e di osservazione, guardando con interesse: ascoltare e osservare anziché soltanto sentire e vedere».

Nel corso della serata è stato trattato anche il profilo del maltrattante e del maltrattato, la differenza fra ciò che appare e ciò che realmente è e come poter segnalare, senza girare la testa dall’altra parte.

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