Sab 14 Set 2019 - 3158 visite
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Profughi nascosti nel treno merci bloccato a Ferrara

Intervento di Polfer, Volanti e 118 in stazione. Fermati nove stranieri, tre dei quali minorenni. In corso accertamenti sulla loro provenienza

“Sento delle voci provenire dal treno merci, intervenite subito”. È stata la segnalazione di una signora che per prima ha udito qualcosa di strano sui binari ad attivare l’intervento della Polfer prima e delle Volanti poi. E gli agenti, al posto della merce che avrebbe dovuto viaggiare sul quel vagone, hanno trovato nove profughi, tre dei quali minorenni di 7, 13 e 16 anni.

È quanto accaduto nella tarda mattinata di venerdì 13 settembre, poco dopo le 13, alla stazione di Ferrara dove la polizia ferroviaria e la polizia di Stato hanno bloccato un treno merci proveniente dalla Serbia.

Nel vagone erano nascosti otto profughi – cinque uomini di 25, 28, 33, 38 e 45 anni, una giovane di 35 anni, una 16enne, un 14enne e una bimba di 7 anni –  che hanno tentato un viaggio disperato per raggiungere l’Italia.

Soli, al buio, quasi in silenzio, con poca aria, hanno macinato centinaia di chilometri per un viaggio della speranza che si è concluso con il salvataggio nella stazione estense.

Le Volanti, munite di mascherine come richiesto dalle procedure ordinarie per questo tipo di situazioni, sono arrivate a sirene spiegate e hanno attirato l’attenzione di diversi passanti. Una volta individuato il convoglio, gli agenti hanno fatto uscire gli otto passeggeri irregolari e li hanno affidati ai soccorritori del 118 intervenuti con un’ambulanza. Stanchi, debilitati e si presuppone disidratati e affamati dopo un trasporto insostenibile, sono stati soccorsi sul posto e non hanno necessitato di cure mediche in ospedale.

Una volta accertate le loro condizioni di salute, gli agenti hanno proceduto a un primo riconoscimento in questura. Nessuno dei profughi era munito di documenti d’identità e sono quindi in corso le operazioni di identificazione per verificarne la provenienza. Dagli interrogatori si cercherà di carpire informazioni sulle modalità del loro viaggio e sulla presenza dei trafficanti dediti al al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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