Incendio grattacielo: anche la Torre A sarà interdetta
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
"Non hanno alcuna giustificazione le pesanti richieste di condanna avanzate dall'accusa". Parte da qui l'arringa difensiva di Mario Di Giovanni, legale dei vertici amministrativi e operativi della Cooperativa Agricola Bidente di Forlì-Cesena, finiti a processo - con altri tre - per il presunto caso di sfruttamento di manodopera di lavoratori stranieri durante le operazioni di bonifica dal focolaio di aviaria all'Eurovo di Codigoro
Avrebbe scritto a mano oltre una decina di bigliettini - tredici in totale - per minacciare e ricattare il compagno convivente e i familiari di lui, vale a dire i due genitori, il fratello e la sorella. Per questo una donna italiana di 50 anni, residente in un Comune della provincia di Ferrara, è stata rinviata a giudizio con l'accusa di stalking
Nonostante la richiesta formulata nell'atto di appello dalla pm Isabella Cavallari e dalla parte civile, la Procura generale della Corte d'Appello di Bologna ha ritenuto non necessario disporre la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale nel processo a carico di Roberto Ferrari, 75 anni, e Gabriele Guardigli, 66 anni
Ieri mattina (martedì 13 gennaio) sul tavolo del sostituto procuratore Stefano Longhi sono arrivate le informative dei Carabinieri del nucleo investigativo di Ferrara e dei Vigili del fuoco
La “grave psicopatia” riscontrata dagli esperti spagnoli in Norbert Feher è stata un fattore che ha inciso sulla sua capacità di intendere e di volere? È quello che i difensori del killer serbo vorrebbero venisse chiarito da una nuova perizia psichiatrica, richiesta nell’atto di appello contro la sentenza di condanna all’ergastolo emessa in abbreviato dal gup di Bologna il 25 marzo scorso.
Feher, per lungo tempo noto in Italia come Igor Vaclavic e Igor il russo, si trova in carcere in Spagna, dove è accusato per tre omicidi. In Italia è già stato condannato per aver ucciso il 1° aprile 2017 il barista di Budrio Davide Fabbri e l’8 aprile successivo, nel Mezzano, la guardia ecologica volontaria Valerio Verri e aver tentanto di uccidere, in questa seconda occasione il poliziotto provinciale Marco Ravaglia.
Per i suoi difensori, il giudice di primo grado avrebbe valutato in maniera non corretta la perizia spagnola, perché quella grave psicopatia nell’ordinamento italiano influirebbe nel giudizio sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato, soprattutto nella sua capacità di fermare gli impulsi violenti, pur rimanendo in grado di capirne la portata.
Per la difesa – che è sostenuta dagli avvocati Cesare Pacitti e Gianluca Belluomini – Igor dovrebbe essere assolto per i reati di rapina alla guardia giurata di Consandolo (avvenuta il 30 marzo 2017) e per la tentata rapina un uomo pachistano, commessa tra i due omicidi. L’atto d’appello chiede anche di non riconoscere l’aggravante di aver commesso i delitti mentre era ricercato per vecchie rapine.
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