Gio 12 Set 2019 - 410 visite
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Il Punto nascita di Cento non corre rischi

In tempi brevi arriveranno anche i primari per i reparti di ortopedia, radiologia e terapia intensiva dell'Ospedale S.S. Annunziata

Cento. È una buona notizia per Cento quella che arriva dalla Regione: il Punto nascita dell’ospedale Santissima Annunziata non corre il rischio di essere chiuso, anzi da Bologna c’è l’impegno esplicito per mantenerlo aperto. Non solo, perché la Regione ha anche garantito in tempi rapidi l’assegnazione dei primariati di ortopedia, radiologia e terapia intensiva, attualmente scoperti, così da assicurare la massima operatività all’ospedale di Cento

Le nascite, secondo quanto riporta una nota della Regione stessa, sono in amento a Cento, ogni anno sono quasi 500 i parti che avvengono all’ospedale locale, il numero minimo considerato indispensabile per fornire cure perinatali sicure. E la Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno per continuare a garantire l’operatività del Punto nascita, con personale, attrezzature e tecnologie adeguate, in modo da continuare a rendere operativa la deroga concessa dal ministero della Salute alla struttura.

La questione è stata al centro di un incontro avvenuto mercoledì in viale Aldo Moro tra il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’assessore alla Sanità Sergio Venturi, il sindaco di Cento Fabrizio Toselli e il direttore generale dell’Ausl di Ferrara, Claudio Vagnini.

“Ci sono tutte le condizioni – hanno detto Bonaccini e Venturi – per confermare l’impegno della Regione per l’ospedale S.S. Annunziata e gli investimenti sull’attività dei professionisti e sulle strutture, con l’obiettivo di mantenere e rendere sempre più attrattivo il Punto nascita”.

“L’attenzione al nostro Punto Nascita è un segnale importante della Regione per il territorio – ha affermato il sindaco Toselli -. Un ottimo risultato che ripaga anche dell’impegno profuso in questi anni per salvaguardare l’ospedale e il punto nascita. La Regione si è dimostrata particolarmente sensibile vicina al territorio. Assieme alle misure per le rette dei nidi, rappresenta importante politica di sostegno alle famiglie e di attenzione alle mamme e ai bambini”.

Va in questa direzione anche la scelta di collocare il Consultorio familiare all’interno dello stesso ospedale, per garantire alle donne un’assistenza completa, prima e dopo il parto.

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