Lun 9 Set 2019 - 66 visite
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I vincitori della 76a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

La manifestazione ha appena chiuso i battenti con la serata di premiazione dei Leoni d'Oro

La 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha appena chiuso i battenti con la serata di premiazione dei Leoni d’Oro alla presenza del neo-ministro ai Beni Culturali con delega anche al Turismo (MIBACT), il ferrarese Dario Franceschini che proprio oggi ha annunciato su Twitter che entro la fine del suo mandato nessuna Grande Nave passerà più nel bacino di San Marco.

Un po’ a sorpresa (‘allegramente’, ma non troppo, come direbbe Bruno Bozzetto) i riconoscimenti.

Il leone d’Oro al miglior film è andato all’osannatissimo ed ultra citato – in questi giorni di festival – JOKER di Todd Phillips (USA).

L’aspettativa era forse più rivolta al protagonista, un davvero eccellente Joaquin Phoenix, interprete quasi metafisico di un personaggio di solito più ‘a latere’ che, forse, ha saputo nascondere piuttosto bene la delusione. Ma il premio è ‘corale’, in ogni caso.

Infatti il regista ha dichiarato – pur con una piccola mota polemica, quasi subliminale, nei confronti della presidente della giuria – con la statuetta tra le mani:

Eclettico questo gruppo di giurati che ringrazio. Dedico al cast ed all’équipe tecnica che tanto han lavorato questo Leone d’Oro. Ringrazio Bradley Cooper, il mio leone dietro le quinte (il produttore del film, n.d.r.) e la mia famiglia, i miei veri leoni e, infine, Phoenix, senza il quale il film non si sarebbe potuto girare. E’ il ‘mio’ coraggioso leone, ed il suo talento è stato ed è davvero meraviglioso“.

La Coppa Volpi al maschile è così andata all’italiano Luca Marinelli, classe 1984, giovane attore in continua e netta ascesa in parti sempre più difficili e variegate, per il suo ruolo da protagonista in Martin Eden del regista Pietro Marcello che ha tratto, a suo stesso dire, un liberissimo adattamento, dal classico testo omonimo di Jack London.

Non sarò breve – ha detto commosso Marinelli alla premiazione – Così prima che vi accorgiate dell’errore che avete commesso, attribuendomi la Volpi, inizierò con il ringraziare tutti, ma, soprattutto Napoli che s’è donata, cuore ed anima, a questo film. E poi il regista e la mia famiglia, mia moglie ed i miei figli che mi sopportano e mi supportano (…). Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio che pur esce da un altro tipo di cultura marinara, anglo-irlandese-statunitense che nulla ha a che spartire con quella italiana, napoletana, sicuramente più avventuriera (…). E dedico questo premio a coloro che ora sono in mare a salvare vite umane in fuga e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”.

La Coppa Volpi per la migliore attrice l’ha ottenuta Ariane Ascaride per il film GLORIA MUNDI del marito, regista e produttore, oltreché attore, Robert Guédiguian (Francia, Italia), sbaragliando stelle di prima grandezza, una sola fra tutte, Meryl Streep.

La Coppa è ‘personale’ nella mia mano – ha detto Ariane – Son la nipote di un grande italiano che tanti anni fa s’imbarcò con la famiglia su una nave, arrivando, a Marsiglia, la città dove io sono nata. Questo premio mi dà la possibilità di ritrovare le mie radici. Son figlia di stranieri e son francese, ma ho 2/3 culture ed è importantissimo possederle tutte e tenerle strette nel proprio cuore (…). Questo premio è per tutti quelli che dormono nel Mediterraneo…”.

Il GRAN PREMIO DELLA GIURIA l’ha avuto J’ACCUSE di Roman Polanski (Francia, Italia).

Assente, naturalmente, il regista, è stata la moglie, l’attrice Emmanuelle Seigner a ritirare il Premio, in compagnia di Luca Barbareschi che indossava il kippah, il classico copricapo maschile ebraico, ringraziando con poche parole la giuria e riportando le – pochissime – parole del marito, Roman Polanski, che: “… tiene a ringraziare gli attori e l’équipe“. La malcelata freddezza era rivolta alla presidente della giuria, l’argentina Lucrecia Martel, che già dal primo giorno aveva polemicamente dichiarato che non si sarebbe alzata ad applaudire il film di un autore ancora sotto accusa per stupro che narra del ‘caso Dreyfus’, una pagina di triste storia di una Francia per lunghi anni avvolta di cieco antisemitismo cui diede grande risalto il giornalista e scritto Emile Zola con il suo testo omonimo.

Un’altra nota polemica ha segnato il ritiro del PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA, attribuito a: LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco (Italia). Il produttore Rean Mazzone, portando il ringraziamento del regista, sempre illustre assente, ha dedicato a lui gli applausi, asserendo: “Spero che poi riusciate a vedere il film nelle sale:pure io dico no a ogni tipo di censura“.

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