Mar 3 Set 2019 - 49 visite
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Il Leone d’Oro a Julie Andrews

Il Leone d’Oro alla carriera della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è stato attribuito alla grande attrice inglese Julie Andrews, protagonista – tra i suoi numerosi successi internazionali – di classici amati in tutto il mondo quali Mary Poppins (1964), Tutti insieme appassionatamente (1965) e Victor Victoria (1982).
Una Julie Andrews, commossa, splendida ottantaquattrenne, alla consegna ha dichiarato: “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’Oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro davvero inaspettato”.

Julie Andrews è da oltre mezzo secolo un’amatissima stella del teatro, del cinema e della televisione. Era già una leggenda a Broadway quando ha debuttato al cinema con Mary Poppins nel 1964. La sua iconica interpretazione nel ruolo della magica governante le è valsa un Oscar, un Golden Globe e un premio BAFTA. L’anno successivo ricevette una seconda candidatura all’Oscar e un altro Golden Globe per l’indimenticabile interpretazione di Maria Von Trapp in Tutti insieme appassionatamente. Ha poi ricevuto la sua terza candidatura all’Oscar e ha vinto un altro Golden Globe per il suo doppio ruolo in Victor Victoria (1982).

Oggi, il pubblico giovane conosce meglio Julie Andrews – che fu attrice anche per Alfred Hitchcock  ne Il sipario strappato / Torn curtain del 1966 – nel ruolo della regina che insegna alla nipote adolescente a diventare una principessa nei film di successo Pretty Princess e nel suo seguito Principe azzurro cercasi.

Giuste le parole del direttore della Mostra Alberto Barbera: “Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema. I due ruoli la proiettano nell’empireo delle dive internazionali, facendone il personaggio iconico adorato da intere generazioni di spettatori, senza tuttavia esaurire l’ampiezza e la portata della sua carriera artistica.  Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia. È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra i più profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’Oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

Insieme a Blake, suo marito per 41 anni, ha cresciuto cinque figli e, per sua grande gioia, dieci nipoti e tre pronipoti.

Ma la Andrews è anche un’affermata autrice di best-sellers (Mandy, The Last of the Really Great Whangdoodles), Julie Andrews unisce il suo talento a quello della figlia Emma Walton Hamilton nel 2003 per creare la collana The Julie Andrews Collection. A oggi hanno pubblicato più di trenta volumi. La loro attuale serie di libri dal titolo The Very Fairy Princess, è diventata la n. 1 nella lista dei best-sellers per ragazzi del “New York Times”, come altre serie successive.
Dal 1992 al 2006 Julie Andrews è stata Ambasciatrice per le Nazione Unite del Fondo di Sviluppo per le Donne (UNIFEM).

Julie si dedica pure ad alcune cause benefiche fra le quali Operation USA. Fa parte del Consiglio di Amministrazione della Foundation for Hereditary Disease, sostenitrice di Americans for the Arts, ed è entusiasta componente del Consiglio di Amministrazione della Los Angeles Philharmonic.

Non è raro vederla, per Capodanno, grazie alle registrazioni in Eurovisione della ORF, nella Sala del Musikverein di Vienna, semplice spettatrice, ascoltatrice ed ammiratrice dei mitici Wiener Philharmoniker.

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