Mar 3 Set 2019 - 100 visite
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Babysitter e detrazioni fiscali: si può fare?

Nel momento in cui si decide di collaborare con una babysitter è utile sapere quali spese possono essere detratte.

Per l’anno 2019 ad esempio è stato purtroppo cancellato il bonus babysitter. E’ rimasta, però, l’agevolazione fiscale che riguarda i contributi versati all’INPS per la babysitter. Se quindi una babysitter è assunta con contratto di lavoro dipendente, è possibile recuperare parte del costo dei contributi versati ogni trimestre all’INPS. I contributi babysitter sono deducibili fino a un tetto di spesa massimo piuttosto alto.

Se quindi stai offrendo un lavoro come babysitter a Bologna o a Ferrara che sia, non dimenticarti questo aspetto di certo vantaggioso per le famiglie.

Sono spese detraibili anche quelle scolastiche. Nel 2019 si è potuto detrarre il 19% di quello che è stato speso per la scuola lo scorso anno, fino a una spesa massima di 786 euro per ogni figlio. Ad esempio sono rientrate il costo della mensa, la spesa per le gite, i servizi di post scuola e pre scuola, i corsi a pagamento che i bambini fanno a scuola come il teatro. Qualora si siano dati i soldi in contante al rappresentante di classe e quindi non si abbia una ricevuta, si può comunque scaricare la spesa chiedendo un’attestazione alla scuola. Insomma, sulle spese scolastiche c’è molto da dire e dovrebbe essere comunicato meglio!

Discorso simile per la spesa dell’asilo nido per cui si ha diritto a una detrazione del 19% e anche in questo caso c’è un tetto massimo alle spese che si può portare in detrazione: 632 euro all’anno per ogni figlio a carico. Nel caso dell’asilo nido, la detrazione è effettuabile anche se si tratta di un istituto privato (mentre per la scuola si può detrarre le spese solo per scuole pubbliche o parificate) e anche per le cosiddette ‘sezione primavera’ o ‘sezione ponte’, intermedie tra il nido e la scuola dell’infanzia.

Nel caso di asilo famiglia? Qui dipende dalle province: a Bolzano ad esempio è possibile scaricare senza problemi il costo. Nel resto d’Italia, dove le tagesmutter sono meno diffuse, bisognerà verificare se l’asilo famiglia si può configurare come simile a quello dell’asilo nido.

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