Ven 23 Ago 2019 - 31547 visite
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Jova Beach Party, Legambiente e Asoer: “Distrutte le dune dove nidifica il fratino”

Ornitologi e volontari del circolo del Delta temono che la specie protetta non torni a nidificare a Lido Estensi

Verso la conclusione le operazioni di smantellamento del villaggio del Jova Beach Party (foto di Vanni Lazzari)

Lido degli Estensi. “La festa è passata ma il problema ambientale rimane”. Le associazioni ambientaliste e scientifiche che hanno dato battaglia fino all’ultimo contro l’uso del porto canale di Lido degli Estensi come location del Jova Beach Party non seppelliscono l’ascia di guerra ma anticipano nuove misure “affinché la distruzione delle dune non si ripeta“.

I soci dell’Asoer (Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna) hanno già compiuto un primo sopralluogo sul luogo del concerto di Jovanotti e si stanno preparando per nuovi controlli, mentre il circolo Legambiente Delta del Po assicura un futuro monitoraggio da parte dei volontari.

“L’evento ha stravolto tutto, con le ruspe sono state spianate le dune embrionali per l’installazione del palco centrale ma è proprio lì, dove finisce la battigia, che nidifica il fratino – spiega Roberto Tinarelli, presidente Asoer -. Quando hanno livellato la spiaggia le tre coppie di fratini non erano più presenti ma hanno comunque devastato l’area per il futuro“.

La preoccupazione degli ornitologi riguarda infatti la prossima estate “perché non è detto che i fratini torneranno a nidificare qui“, in un’area dunale che, per via della sabbia ricca di detriti organici, rappresenta anche l’unico habitat in regione per la Cincindela, “che non è a rischio estinzione come il fratino – puntualizza Tinarelli – ma è comunque una specie protetta”.

Asoer – che “a costo di fare la figura degli antipatici” reputa una “presa in giro il messaggio ecologistica che avrebbe dovuto mandare il Jova Beach Party” – promette che “non finisce qui: è da anni che chiediamo al Comune di Comacchio di garantire la tutela dei nidi, recintando l’area per assicurare il processo riproduttivo e difendere la zona, ma il sindaco nonché presidente del Parco del Delta del Po non ci ascolta, anche per quanto riguarda la pulizia dei detriti da spiaggia”.

“Il sito è stato smembrato, è probabile che il prossimo anno il fratino non si vedrà perché le dune non crescono dal giorno alla notte” conferma Marino Rizzati, presidente del circolo Legambiente Delta del Po, contento che “l’evento sia riuscito in tutti gli aspetti di organizzazione e sicurezza” ma allarmato dal fatto che “si siano arate le dune embrionali, mentre quelle fisse sono state recintate solo per il concerto”.

L’auspicio di Legambiente è che “l’indotto stimato in cifre enormi abbia ricadute positive sul territorio per la sicurezza della costa, magari per aiutare gli stabilimenti balneari e procedere con il necessario ripascimento delle spiagge ai Lidi di Volano e Spina, che si stanno sempre più assottigliando”.

Le operazioni di smantellamento del villaggio musicale sono ormai prossime alla conclusione e sono già stati riposizionati gli ombrelloni. Il tutto senza deturpare l’ambiente, almeno secondo la consigliera regionale del Pd e delegata della Regione Emilia-Romagna per il Mab Unesco Delta del Po, Marcella Zappaterra: “Non ci sono state devastazioni, le dune ci sono ancora ma senza la plastica accumulata negli anni. Non è stato tolto nulla, anzi. Il messaggio di Jova di sicuro ha trasmesso un maggior senso di responsabilità verso il patrimonio ambientale del nostro territorio”.

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