Sab 10 Ago 2019 - 556 visite
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Ancora su Lelio Luttazzi e la sua fede politica

In merito a quanto scritto dalla Sig.ra Rossana Luttazzi, vorrei sapere se la consorte dell’artista è al corrente dei trascorsi militari del marito fra il 1943 e il 1945. Come risulta da un’intervista rilasciata a Gian Antonio Stella e pubblicata sul “Corriere della Sera” il 28 agosto 1995 (1), Lelio Luttazzi, poco prima della fine delle ostilità, si trovava inquadrato in un reparto di stanza a Fiume. E i eparti italiani presenti a Fiume nella primavera del 1945 erano tutti e soltanto inquadrati nelle Forze Armate regolari o nelle formazioni paramilitari della Repubblica Sociale Italiana, che combattevano con i Tedeschi contro i partigiani di Tito. Se la Sig.ra Luttazzi può smentire,lo faccia. Non so se Luttazzi avesse idee di destra o di sinistra. Di certo ha vestito la divisa di un reparto militare della R.S.I. Niente di male,per carità. Ciò accadde anche a un giovanissimo Sergio Endrigo, come ha documentato Arrigo Petacco, e al ferrarese Luciano Chiappini. Però …”amicus Plato, sed magis amica veritas”.

Giorgio Fabbri

 

[…] Vorrei ricordare che un comunicato ANSA del 2010 (1) riporta la testimonianza di un commilitone di Luttazzi. Eccone il testo: “Mario Xicovich racconta di aver vissuto un pezzo di storia con Luttazzi. “Eravamo assieme nella 41.ma batteria alpina, dal novembre 1944 al maggio 1945, a Fiume”, ricorda lucidamente. In batteria c’erano circa 150 soldati: per molti di loro tornare in Italia fu difficile, presi dal tiro incrociato delle truppe slave e dei partigiani, quando Trieste era già libera ma Fiume non lo era ancora. Xicovich, con commozione, ricorda anche un momento di gioia.Era il Natale del 1944, eravamo bloccati a Fiume. Però in qualche modo trovammo un pianoforte e una fisarmonica, qualcuno tirò fuori delle bottiglie di vino, e lui, Lelio, con la grazia e la semplicità che lo avrebbero poi reso famoso, suonò per noi”.

Mi dispiace per la signora Luttazzi, forse non al corrente dei trascorsi militari del marito, ma Lelio Luttazzi vestì, come artigliere alpino, la divisa della RSI.

Aggiungo che Lelio Luttazzi aveva anche frequentazioni anomale per un uomo di sinistra.

Era amico di Giuseppe Berto che scrisse la prefazione al suo libro “Operazione Montecristo”. E Berto fu volontario in Africa Orientale, decorato al valor militare, ufficiale del Regio Esercito prima e della Milizia poi. Scrisse “Guerra in camicia nera” e, nel 1973, partecipò ad un convegno di intellettuali che denunciava il monopolio culturale della sinistra.

Luttazzi fu anche amico di Walter Chiari (Annichiarico all’anagrafe), almeno fino all’arresto del 1970, che lo vide coinvolto in una vicenda giudiziaria da cui uscì prosciolto.

E Walter Chiari fu ufficiale della X MAS di Junio Valero Borghese durante la R.S.I.

In conclusione, mi sembra che Giorgio Fabbri, nel citare Luttazzi fra coloro che ebbero trascorsi o idee di destra, abbia detto il vero, poichè Lelio Luttazzi rivestì da militare la divisa con il gladio della R.S.I., come confermò lo stesso artista a Gianfranco Stella, in un’intevista pubblicata nel 1995 sul “Corriere della Sera”.

Forse la vedova Luttazzi non è bene informata circa il passato militare del marito e capisco che possa infastidirla se qualcuno lo rievoca. Ma Lelio Luttazzi, piaccia o non piaccia, indossò la divisa dei soldati di Mussolini.

Mauro Marchetti

Nota della redazione. Gentili Fabbri e Marchetti, senza volerci sostituire alla signora Rossana Luttazzi, evidenziamo però che lo stesso artista, nell’intervista a Gian Antonio Stella segnalata da entrambi, spiega chiaramente (e col suo stile) la sua posizione in merito al fascismo e l’episodio che viene raccontato, e che riportiamo per estratto, pare piuttosto chiarificatore: 

[…] i compagni del suo reparto di stanza a Fiume, assieme ai quali aveva progettato di passare coi titini, erano stati infatti presi dai tedeschi e portati alla risiera di San Saba. Come mai aveva accarezzato l’ idea di saltare il fosso? “Avevo sempre odiato il fascismo, non avevo ancora assistito all’ occupazione jugoslava della mia Trieste e credevo, pensi un po’, che siccome i partigiani di Tito erano alleati dell’ America amassero anche loro Louis Armstrong”.

 

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