Malaguti: Trump un liberatore
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Nicola Lodi e Cristina Coletti
“Ad oggi, nelle associazioni di don Bedin non andrà alcun nomade”. E il motivo è che negli spazi di via Ginestra “ha costruito opera abusive di 80 metri quadrati” e “ci sono container abusivi che il Comune ha chiesto di rimuovere”, mentre alla Rivana “ha un permesso di 6 mesi per un mercatino ed è da due anni e mezzo che non libera l’area”.
Chiamato pubblicamente in causa dal sacerdote sulla questione dell’accoglienza, il vicesindaco Nicola Lodi risponde altrettanto pubblicamente indicando le irregolarità che non rendono più le associazioni di don Bedin un interlocutore per la soluzione dei problemi che nasceranno con lo sgombero del campo nomadi. “Si sono affacciate alcune realtà credibili e concrete, altre… uso questo termine perché si sta parlando di un’associazione che sta chiedendo di ospitare dei [nomadi] ma ad oggi non ha assolutamente i criteri – ha detto il vicesindaco in conferenza stampa -. Parlo dell’associazione di don Domenico Bedin: alla Ginestra non andrà nessun nomade a meno che non lo ospiti nella struttura, perché l’associazione Viale K ha costruito un’opera abusiva che è una casetta di circa 80 metri quadri con fondamenta, allacciamenti, in un bene del Comune, senza chiedere permesso. Rispondo a don Bedin di non chiedere di accogliere questi cittadini nomadi in strutture abusive. Non togliamo dall’abusivo una famiglia per rimetterla in un’altra situazione di abusivismo, non è nella nostra strada istituzionale”.
Il don, sentito da Estense.com per una replica, non nega gli addebiti: “Sono cose vere, abbiamo intenzione di sanare secondo le regole, speriamo siano sanabili”. Sulla casetta a La Ginestra don Bedin afferma che “fino alla settimana scorsa sembrava che ci fosse la disponibilità per regolarizzare, è stata fatta in un periodo di emergenza, ma se ci dicono di disfarla la disfiamo”.
Sul ‘bando’ delle sue associazioni e sullo scontro con Lodi, il parroco si mostra più conciliante: “Chiedevo solo di avere pazienza, dispiace che quello che ho scritto venga inteso come una sfida. La disponibilità per trovare delle soluzioni comunque resta”.
Lo stesso Lodi, in serata, ha fatto una diretta Facebook dalla Rivana, mostrando le condizioni di degrado ambientale dei luoghi, attaccando in vario modo don Bedin, a partire dal titolo, levando il “don” e chiamandolo solo per nome e cognome, alludendo al fatto che non sia più parroco e, con molta malizia, al fatto che questo dipenda da avvenimenti non compatibili con il sacerdozio.
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