L’Ars et Labor soffre ma centra la vittoria al 90′ contro il Sanpaimola
L’Ars et Labor conquista una vittoria sudata sul campo del Sanpaimola, imponendosi 3-2 in una partita intensa e spettacolare valida per il girone B di Eccellenza
L’Ars et Labor conquista una vittoria sudata sul campo del Sanpaimola, imponendosi 3-2 in una partita intensa e spettacolare valida per il girone B di Eccellenza
È stato arrestato a Ferrara, dove da poco era domiciliato per motivi di lavoro, il 25enne Giovanni Franco, gravemente indiziato del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione per aver partecipato al rapimento di uno studente di 15 anni, mentre andava a scuola, a San Giorgio a Cremano
Arrivano in tante, centinaia, nella Giornata contro la violenza sulle donne: giovani e giovanissime, studentesse, lavoratrici precarie, persone trans, ragazzi solidali
In diversi punti di Ferrara sono comparsi volantini con i nomi delle persone trans uccise nell'ultimo anno. Un'azione anonima poi rivendicata dai collettivi Ferrara Transfemminista e Out!* che, in occasione della Giornata internazionale in ricordo delle vittime di transfobia, hanno diffuso un comunicato dai toni netti e dolorosi
"Un danno morale senza prezzo, un anno perso, farmaci pagati, speranze buttate". Sono solo alcuni dei gravi disagi che una donna di 40 anni, paziente - insieme al marito 45enne - del Centro Pma dell'ospedale del Delta di Lagosanto, sta vivendo da ormai due settimane. Vale a dire da quando - lo scorso 8 novembre - l'Ausl di Ferrara ha sospeso in via precauzionale il servizio, dopo l'inchiesta della Procura di Ferrara i
Calcio e movida: ultime chance per il rilancio di una piccola città di provincia. Ricatto assicurato per amministrazione di qualsiasi colore. Resa al mood dei primi decenni del secondo millennio. Generazione Millenians cresciuta tra il digitale e il virtuale, per la quale la sostanza equivale alla forma o meglio la forma equivale alla sostanza. Pochi sogni e scarsamente realizzabili. Futuro con deadline al 2030, presente da vivere secondo per secondo, alla faccia del resto del mondo.
Non è colpa loro ma solo da loro può partire il riscatto d’orgoglio e l’azione per tirarsi fuori dal dominio di una generazione, la mia. La generazione postbellica che ha goduto del benessere finalmente diffuso ma non ha impedito che venisse racchiuso nelle mani sempre più di avide di pochi, i ricchi, siano essi finanzieri o calciatori, siano attori da Hollywood o talenti del web.
Se la scuola e l’università sono solo un passaggio obbligato per trovare lavoro, la movida notturna è il suo corollario per sopportarle. Se la quotidianità è un lavoro sottopagato o sfigato, lo stadio è la compensazione settimanale. Se la realtà è troppo impegnativa, lo sballo da alcool e droghe né è il supporto (la mafia ringrazia). Se il nemico è troppo lontano ne scelgo uno più comodo, quello più sfigato di me!
Se una società non sa fornire alternative, non le resta che cercare di arginare o cavalcare questi aspetti. Che si passi per l’una o per l’altra opzione il risultato non cambia. Sia a livello nazionale che locale i tabù si vanno rafforzando e qualcuno ci specula sopra.
Vorrei uno scatto d’orgoglio da parte di quei giovani – che si dichiarano studenti (quindi in teoria l’elite culturale di questo paese) non per rivendicare il diritto di aggregazione notturna nelle piazze in prossimità dei bar, non per il diritto di scegliere una sede universitaria in
base al livello della movida ma per rivendicare il diritto alla produzione di un pensiero nuovo, di una società solidale tra generazioni e accogliente con i giovani di qualsiasi provenienza.
Vorrei rivendicassero il diritto a progettare una società non destinata a soccombere sotto il peso delle proprie scelte, vorrei che invece di smarrirsi nell’alcool o in altro, chiedessero aiuto per sconfiggere la spada di Damocle ambientale che li affligge.
Qualcuno ha cominciato a reagire, i FFF ne sono una prima testimonianza ma mi angoscia vedere tanta spontanea mobilitazione nel difendere il diritto ad occupare una piazza di notte, da lasciare sporca e maleodorante, piuttosto che occuparla di giorno per chiedere il diritto di scegliere cosa fare del proprio futuro.
Mi amareggia sentire coesione intergenerazionale in sostegno a una squadra di calcio, piuttosto che a sostegno di pari opportunità per gli abitanti della propria città, qualunque sia la loro provenienza.
Infine, come cittadina, come donna e come insegnante mi indigna il livello drammaticamente scadente del dibattito politico-sociale di città poiché è anche frutto di investimenti negli ambiti e nei luoghi sbagliati, figlio di una politica miope e narcisista.
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