Ven 12 Lug 2019 - 874 visite
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Bimba intossicata da rifiuti pericolosi, costruttori assolti

Assoluzioni perché il fatto non sussiste per i soci dell'azienda edile coinvolta nella costruzione del ‘Condominio Restagna’. L'avvocato di parte civile: “Faremo appello”

Bondeno. Si è concluso con tre assoluzioni “perché il fatto non sussiste” il processo per lesioni da intossicazione da rifiuti pericolosi ai danni di una bambina che all’epoca aveva sei anni e che vedeva alla sbarra tre soci di un’azienda coinvolta nella costruzione del ‘Condominio Restagna’, a Cantalupo di Bondeno.

Il pubblico ministero Barbara Cavallo aveva chiesto la condanna a 6 anni e 2 mesi di reclusione per Andrea ed Antonio Gallini Pirani e per la madre, nonché legale rappresentante dell’azienda, Maria Pia Cervi (difesi dall’avvocato Maria Elena Bompani del foro di Modena), rei di aver messo dei materiali tossici nelle fondamenta che avrebbero poi causato una iper sensibilizzazione della bambina (oggi una ragazzina) al nichel. Il reato ambientale per l’inquinamento si è invece prescritto per decorrenza dei termini (i fatti sono del 2011).

Se il processo si è concluso nel migliore dei modi per gli imputati, l’avvocato di parte civile, Grabriele Bordoni, promette di non mollare la presa: “Farò appello e credo che lo farà anche la procura”, afferma. “Negare il nesso di causalità mi sembra paradossale”, spiega, forte del fatto che “la condotta censurata non è stata contestata”, e che i periti hanno rilevato un “elevatissimo grado di probabilità” per quanto riguarda la riconducibilità dei problemi di salute della bambina alla presenza degli inquinanti nel luogo in cui un tempo viveva.

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