Ven 12 Lug 2019 - 4310 visite
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A Ferrara un comitato pro Fabbri contro lo spauracchio Gender

Nasce il Carlo Magno: "Il sindaco al gay pride ha tradito i suoi elettori". Petizione per "provvedimenti a favore della maternità"

Le foto di Arcigay inserite nella petizione del Comitato Carlo Magno

“La difesa dei valori della famiglia e dei figli, valori cristiani e non negoziabili, contro il pericolo dell’ideologia Gender e degli abusi sui bambini”. È il manifesto del Comitato Carlo Magno, appena costituito a Ferrara, che si presenta come un “nutrito gruppo di cittadini ferraresi” che prende il nome dall’omonimo “paladino della difesa della Cristianità e dei suoi valori immutabili”.

Il primo atto del neonato comitato è lanciare una petizione per chiedere al “nostro sindaco Alan Fabbri, che è andato al gay pride e ha tradito i suoi elettori, le linee guida del centro-destra e del suo stesso partito” di “invertire la rotta” e di “mettere in atto provvedimenti a favore della maternità e della famiglia, togliendo il sostegno a chi vuol distruggere la famiglia”.

I membri del comitato – che ipotizziamo siano una decina, tante sono le firme della petizione su FattiSentire.org – invitano il sindaco, “neoeletto con la maggioranza dei voti dei moderati, categoria alla quale noi stessi apparteniamo” di “prestare particolare attenzione alle strumentalizzazioni in atto da parte delle associazioni Arcigay e Lgbt locali”.

“Fotografandosi assieme a lui e rilasciando dichiarazioni strumentali agli organi di stampa – è la ricostruzione fatta dai seguaci di Carlo Magno – hanno voluto far credere che egli abbia avallato o sottoscritto il documento politico che gli hanno consegnato e che comprende, tra le altre cose, anche agevolazioni fiscali e propaganda dell’ideologia Gender e/o Omotransnegatività”.

“Chiediamo pertanto al sindaco Alan Fabbri di rassicurare gli aderenti a questo comitato, i cittadini, le famiglie, e la maggioranza degli elettori ferraresi che lo hanno sostenuto, con una chiara dichiarazione d’intenti – si legge nella lettera -: che egli cioè intende seguire e promuovere i valori e le direttrici politiche, sui temi etici e morali, della sua area politica di riferimento, e di perseguire il bene per le famiglie e i figli, che rappresentano le une le cellule vitali di ogni forma di società civile e gli altri il futuro stesso del nostro popolo”.

L’appello non si rivolge solo al primo cittadino ma a tutte le “istituzioni preposte di prestare la massima attenzione alla salvaguardia della salute psico-fisica dei minori e delle loro famiglie, sotto attacco da parte di chi propaganda la pericolosa ideologia Gender, che tende a cancellare l’identità culturale, naturale e psicologica dei nostri bambini, per toglierli alle famiglie e ai genitori e affidarli a case-famiglia e servizi sociali che a loro volta, sovente, lucrano su questi innocenti e/o li affidano a singoli o coppie dello stesso sesso, come ormai conclamata anche dai recenti e gravissimi fatti di Bibbiano (Reggio Emilia) e da tanti altri casi analoghi e precedenti a quello, già denunciati e posti all’attenzione delle autorità e della magistratura da parte di associazioni, cittadini e politici che hanno denunciato i vari casi”.

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