“I suoi risparmi sono in pericolo”: finto carabiniere gli fa versare 32mila euro
Truffa telefonica sventata grazie alla denuncia immediata e alle indagini dei militari, recuperati tutti i risparmi
Truffa telefonica sventata grazie alla denuncia immediata e alle indagini dei militari, recuperati tutti i risparmi
Il 50enne rintracciato dopo la fuga è stato denunciato. Nei controlli straordinari dei carabinieri a Comacchio e ai Lidi altre denunce per alcol alla guida, documenti manomessi e false generalità
Ha minacciato e aggredito i carabinieri intervenuti per identificarlo dopo alcune segnalazioni di disturbo nella piazza principale del paese. Per questo un uomo di 42 anni è stato arrestato nella tarda serata di domenica 31 maggio a Migliarino
Il calcio greco e quello italiano, oltre a quello ferrarese, piangono la scomparsa di Marios Oikonomou. L'ex difensore, che aveva indossato anche la maglia della Spal, è morto a 33 anni in seguito alle conseguenze del gravissimo incidente motociclistico avvenuto il 23 maggio nella sua città natale, Giannina
Incidente stradale nel primo pomeriggio, intorno alle 13.45, alla rotonda tra via Darsena e corso Isonzo, a Ferrara, lungo la direttrice che conduce verso la stazione ferroviaria

(archivio)
Vaccolino. Le esalazioni maleodoranti rimangono nonostante la condanna. Per questo alcuni residenti di Vaccolino porteranno avanti nuove azioni legali nei confronti della fonderia Evomek di Vaccolino, un tempo conosciuta come Tfc Galileo.
Ad annunciarle sono gli avvocati Claudio Maruzzi e Carmelo Marcello, che hanno rappresentato le parti civili durante tutto il lungo iter giudiziario, conclusosi una condanna ai soli fini civili, di Bruno Marfisi, titolare della Tfc.
“La Corte di Cassazione, sezione quarta, con sentenza del 12 marzo 2019, depositata il 25 marzo, ha scritto la parola fine rigettando il ricorso proposto dal Marfisi, confermando la condanna nei suoi confronti, agli effetti civili. Ma – rilevano i due legali – la parola fine purtroppo non è stata scritta dall’azienda Evomek, che, dalle lamentele che reiteratamente ci pervengono dai nostri assistiti, continua a produrre diffuse e persistenti emissioni maleodoranti e a rendere la vita impossibile alle famiglie degli stessi. Vane sono state le segnalazioni e le doglianze formulate alle autorità preposte e alla stessa azienda, che sembra del tutto indifferente alle ragioni delle persone che hanno la sventura di vivere a ridosso della fonderia. Essi elevano la propria disperazione, nostro tramite, per stigmatizzare il comportamento di chi, pur condannato come inquinatore, continua a farlo, totalmente noncurante della decisione del giudice. I nostri assistiti – annunciano gli avvocati Maruzzi e Marcello – si vedono costretti nuovamente a ricorrere alle opportune sedi penali e amministrative, chiedendo il rispetto della loro salute e dignità umana. Chiedono semplicemente di poter vivere in condizioni ambientali normali, dovendo constatare, loro malgrado, che chi persegue unicamente la logica del profitto non si cura minimamente dell’impatto sulla salute di determinate scelte di produzione industriale”.
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