Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
Ancora strada di sangue nel Ferrarese dove, nel pomeriggio di domenica 21 giugno, poco prima delle 17.30, il 58enne Raffaele Catozzi di Massa Fiscaglia è morto in un incidente stradale mentre stava viaggiando a bordo del proprio scooter
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr
Tre anni di lavori e oltre 7 milioni di euro di investimenti per riportare alla luce Palazzo Prosperi Sacrati. Lo storico edificio rinascimentale del Quadrivio degli Angeli, chiuso da quasi trent'anni, è stato restaurato e si prepara a ospitare un nuovo spazio museale ed espositivo nel cuore del polo culturale ferrarese
Emerge un dettaglio preoccupante dalle carte con le quali la Soprintendenza, nel 2022, aveva dato parere negativo alla possibilità di organizzare concerti in modo continuativo in Piazza Ariostea

Nella foto, la sede della Corte d’appello di Bologna
Vaccolino. Per cinque anni la Tfc di Vaccolino ha preferito privilegiare i propri bilanci rispetto alla salubrità dell’aria respirata dalle famiglie a poca distanza della fonderia. E per questo, in sostanza, deve risarcire loro il danno.
Lo si ricava dalle motivazioni della sentenza con la quale la seconda sezione della Corte d’Appello di Bologna ha confermato la condanna, ai soli fini civili, di Bruno Marfisi, titolare della Tfc, confermando il risarcimento dei danni in misura di 3000 euro per ognuna delle cinque parti civili costituite – difese dagli avvocati Claudio Maruzzi e Carmelo Marcello – e alla rifusione delle spese legali.
Marifisi era stato assolto dal tribunale di Ferrara, che pure aveva riconosciuto l’oggettività del fatto e la sua rilevanza penale, ma aveva escluso la colpevolezza dell’imputato, sostenendo che avesse adottato tutte le misure possibili per evitare il danno.
“Erra manifestamente il primo giudice quando afferma che il Marfisi aveva adottato tutte ‘le cautele che all’epoca si potevano pretendere’ – motiva invece la Corte d’Appello -, poiché non solo non ha ancora oggi adottato tali cautele continuando a produrre, seppure in parte, con tecnologia ad anime piene, ma, deve ribadirsi, è stato inerte sino al 2008 (iniziando a modificare gli impianti da tale anno) pur consapevole dell’esistenza di altra più ‘pulita’ tecnologia (ma, per questo più costosa)”.
L’uso della tecnologia ad ‘anime cave’, si evince dalla sentenza, avrebbe permesso di risolvere fin da subito il problema degli odori molesti, “tipici dei freni bruciati” come descritti in primo grado, perché si sarebbe bruciata molta meno resina, causa delle cattive esalazioni
Una tecnologia già conosciuta al momento in cui il comitato di cittadini, per lo più residente in un raggio di 500 metri dalla fonderia, aveva iniziato a segnalare i gravi disagi: difficoltà a respirare, necessità di chiudersi in casa, bruciore agli occhi e tanti altri spiacevoli effetti. Eppure, scrivono i giudici bolognesi, “per cinque anni la scelta imprenditoriale del Marfisi è stata consapevolmente quella di privilegiare i costi di produzione, rispetto alla salute dei cittadini, che sin dal 2003 evidenziavano la gravità della situazione”.
“E ancora oggi – aggiungono gli avvocati Maruzzi e Marcello, facendo riferimento a una testimonianza di un dipendente, presa in considerazione anche dalla sentenza – per un dieci per cento si usano ancora le anime piene, per cui, ancora oggi, la situazione non è completamente risolta”.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com