Mar 25 Giu 2019 - 1507 visite
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Bellezza e caos a Ferrara sotto le stelle con Julia Holter

Vocalizzi sperimentali e omaggio a Paolo Conte nel secondo concerto al Castello. La cantante di Los Angeles: "Posto meraviglioso, essere qui è speciale"

(foto di Alessandro Castaldi)

Una ventata di freschezza dalla California a Ferrara, una brezza oceanica da Los Angeles al Castello Estense. “Noi non abbiamo castelli meravigliosi del genere, essere qui è davvero speciale” è il primo commento di Julia Holter davanti al pubblico di Ferrara sotto le stelle, non molto folto ma attento a seguire i suoi ammalianti vocalizzi e una sperimentazione che sembra non avere fine, dagli studi di registrazione al palco.

La cantautrice americana, classe 1984, è in tour per presentare il suo quinto e ultimo album “Aviary”, contraddistinto da sonorità giocose quanto complesse, in grado di mixare musica classica e rock, il cosiddetto ‘pop barocco’, dando una consistenza onirica alla “cacofonia della mente in un mondo in liquefazione”, per usare le parole della stessa Holter.

Perfetta sia come musica d’ambiente che come ‘voliera’ da cui far partire voli pindarici, la musica della giovane californiana – che ha fatto dell’indipendenza stilistica il suo marchio di fabbrica – viene accompagnata e impreziosita da una mini orchestra composta da violino, tromba, violoncello, batteria, tastiere e cornamusa.

Trovare la bellezza nel caos, il conforto nella pazzia, è l’obiettivo raggiunto dalla Holter che apre il live di lunedì sera nel cortile del Castello con la ‘isteria futurista’ di Underneath the moon. È solo uno dei tanti brani estratti dall’ultimo disco, come Whether, Colligere, Voce Simul, Les Jeux to you, Words i heard, Turn the light on e Chaitius.

Particolarmente apprezzata – e davvero inaspettata – è la cover di Chiamami Adesso di Paolo Conte, reinterpretata in versione solista dalla giovane cantautrice che rende così omaggio alla grande musica italiana. E lo fa in un “castello medievale, forse il posto migliore in cui ho suonato” e si dice “così felice” che nessuno osa contraddirla, almeno sul piano storico.

Una breve incursione nel lavoro precedente – Have You in My Wilderness, uscito nel 2015 e riproposto in Silhouette, Feel you, Sea calls me home e Betsy on the roof – strappa applausi che diventano abbracci sulle note di I Shall love 2, primo singolo del nuovo album e forse il più rappresentativo tra le sperimentali composizioni di Julia.

Appuntamento questa sera, martedì 25 giugno, sempre nel cortile del Castello con le ballate pianistiche di Soap&Skin, la regina introversa e tormentata della scena dark.

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