Gio 20 Giu 2019 - 631 visite
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Coopcostruttori, briciole per i 4800 soci creditori chirografari

Riunione del Carspac 2. A settembre arriverà una somma pari ad un 2,69% del denaro investito

Argenta. Nel corso dell’assemblea del Carspac 2, ai soci sovventori dell’ ex Coopcostruttori che, tramite il Codacons, hanno intrapreso le vie legali per ottenere il rimborso dei loro risparmi inghiotti nel crac finanziario del 2003 dell’ex colosso edile e delle infrarstrutture, è stata formalmente confermata dai dirigenti del sodalizio la notizia di un nuovo riparto disposto dai commissari liquidatori Renato Nigro, Alberto Falini e Franco la Gioia.

Come già annunciato in precedenza in castello estense a Ferrara, alla presenza anche del sindaco Andrea Baldini, dal presidente della provincia Barbara Paron, di esponenti dei cugini del Carspac 1 e dal direttore della coop argentana Roberto Borzelli, a settembre verrà erogata ai 4800 soci titolari di crediti chirografari (escluse dunque le azioni apc) una somma che si aggira sui 15 milioni d euro, pari ad un 2,69% delle somme investire e risultanti dai saldi di libretti e depositi, liberi o vincolati.

In questi giorni verrà spedita agli aventi diritto una comunicazione scritta. Si tratta in sostanza del frutto di un contezioso con Anas, che aveva già fatto incassare il 2,76% di quanto dovuto nel 2017. “Briciole -han detto alcuni rappresentanti del Codacons, tra cui Massimo Cricca -, ma comunque ben accette”.

Ma a fine anno, tra dicembre e gennaio, dovrebbe arrivare una terza tranche che si aggira intorno al 2%. Cifre praticamente certe queste, mentre si spera che si schiuda anche la partita con le Ferrovie dello Stato. Che con un importo di 45 milioni di euro, porterebbe nelle tasche dei soci un ulteriore, ultimo riparto del 2,50% circa, che totalizzerebbe complessivamente il 10%.

Al termine dell’assise, convocata in una stipata sala mercato (circa 120 persone), è partita una raccolta firme per dare mandato, al vicepresidente nazionale del comitato consumatori Codacons, l’avvocato Bruno Barbieri, di addivenire ad una transazione da 30.000 euro con i difensori di Giovanni Donigaglia, una sorta di “una tantum”, in alternativa al prelievo del quinto sulla pensione, a copertura di quanto stabilito a suo carico dal tribunale.

Il tutto mentre si è in attesa del processo in Cassazione previsto a settembre a Milano, dove il giudice dovrà decidere in merito ai ricorsi. E’ stata infine data comunicazione sulla situazione delle spese legali, riconosciute e ancora da riconoscere, agli avvocati delle controparti nei processi in sede civile di 1° e 2° grado.

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