Sab 15 Giu 2019 - 1719 visite
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“Dal prefetto nessuna rassicurazione sulle sorti dell’accoglienza a Ferrara”

Francesca Battista (Cgil): “Ci sfugge come questo modello possa continuare ad essere praticato con il dimezzamento delle risorse”

Francesca Battista ed Elly Schlein

Come si può vantare il sistema diffuso di accoglienza messo in piedi finora a Ferrara e pretendere al contempo che funzioni ugualmente con la metà delle risorse? È la contraddizione che Francesca Battista della segreteria confederale della Cgil provinciale rimprovera al prefetto Michele Campanaro.

“Le dichiarazioni del prefetto che leggiamo sulla stampa non danno rassicurazioni sulle sorti del sistema di accoglienza nella provincia di Ferrara, sistema cruciale per l’inclusione e quindi la coesione sociale del territorio – afferma la sindacalista -. Condividiamo la sottolineatura positiva del ‘modello consolidato di accoglienza diffusa’ che ha caratterizzato Ferrara, ma ci sfugge come questo modello possa continuare ad essere praticato con il dimezzamento delle risorse previsto dal Governo”.

Il tema delle risorse è centrale visto che gli ultimi bandi della Prefettura sono praticamente andati deserti. Il dimezzamento delle risorse indicato dall Cgil si sarebbe tradotto in un appalto “che ha un duplice effetto: da una parte elimina i servizi rivolti all’integrazione – insegnamento della lingua italiana, formazione professionale, accompagnamento all’inserimento sociale o lavorativo, mediazione culturale, supporto psicologico, orientamento legale – riducendo l’accoglienza a una fornitura di vitto e alloggio; dall’altra rende economicamente non sostenibile proprio quel modello di accoglienza diffusa tanto elogiato”.

“Cosa avrebbero frainteso gli enti gestori? – chiede Battista -. Davvero non comprendiamo come se ne possa fare una questione di ‘percezione’, a meno che cambiare la percezione non significhi modificare le condizioni del capitolato per renderle compatibili con bisogni e condizioni di chi viene accolto e rispetto dei contratti di lavoro degli operatori. A due settimane dalla scadenza della proroga l’unica certezza sono le decine di posti di lavoro già persi nella nostra provincia (ma si sa, quando sono precari non fanno rumore). Posti di lavoro ricoperti da giovani, per lo più laureati, che hanno sviluppato competenze e nuove professionalità. L’unica prospettiva – conclude Battista -, se non cambiano le regole del gioco, è che i posti di lavoro persi aumenteranno e il consolidato modello dell’accoglienza diffusa ferrarese sarà un ricordo”.

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