Gio 13 Giu 2019 - 754 visite
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Risarcimenti Carife: le associazioni ferraresi tra soddisfazione e prudenza

Risparmiatori Azzerati, Amici della Carife e Movimento Risparmiatori Traditi accolgono positivamente la pubblicazione del decreto, ma puntano ad alcune migliorie attraverso il Decreto Crescita

La ex sede di Carife (ora Bper)

“Finalmente vediamo qualcosa di ufficiale e concreto, ma i tempi per i rimborsi si prospettano ancora lunghi: dobbiamo mantenere altra l’attenzione”: c’è sia soddisfazione che prudenza nel commento di Katia Furegatti dell’associazione Risparmiatori Azzerati Carife, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo che ‘sblocca’ il Fir (Fondo Indennizzo Risparmiatori) e dispone gli accorgimenti tecnici per metterlo in funzione.

Il testo non ha subito modifiche dal 10 maggio, quando il ministro all’economia Giovanni Tria lo firmò, e secondo le associazioni ferraresi contiene ancora diverse criticità, o comunque elementi che potranno essere migliorati attraverso il Decreto Crescita: a partire dall’ammontare dei risarcimenti, fissati al 30% per gli azionisti e che al momento non costituiscono un “acconto iniziale” come richiesto dalla maggior parte dei risparmiatori, fino alla complessità delle “procedure semplificate” per richiedere i rimborsi, che probabilmente richiederanno l’assistenza di studi legali e professionali.

Furegatti comunque vede il bicchiere mezzo pieno, pur sottolineando queste possibili problematiche: “A Roma sanno quello che vogliamo, e che abbiamo ribadito a ogni incontro. Una delle pati più critiche riguarda la difficoltà a reperire le informazioni che ci vengono richieste per le procedure semplificate, soprattutto per chi aveva acquistato i titoli più di 10 anni fa e adesso fa molta fatica a rintracciare quei documenti. La settimana scorsa abbiamo incontrato la Bper, che si è resa disponibile a fornirci tutti i dati, ma gli atti originali potrebbero non essere rintracciabili”. La Bper insomma (oltre a Ubi Banca e Intesa San Paolo per quanto riguarda le altre banche ‘azzerate’ in Italia) potrebbe fornire ai tecnici ministeriali delle ‘prove indirette’ di alcune operazioni, dimostrando l’acquisto e la cessione di titoli e azioni non attraverso i contratti di compravendita originali ma da atti ‘indiretti’ o riepilogativi.

Quel che è certo, secondo Furegatti, è che la ‘semplificazione’ auspicata nelle procedure non si è verificata: “Occorrerà stare molto attenti e rivolgersi a uno studio tecnico, anche per non rischiare di perdere il diritto ai rimborsi nel caso ci sia qualche errore nelle richieste. Quello che chiediamo a Bper è la disponibilità di lavorare al nostro fianco e magari aiutarci a svolgere degli incontri informativi nei paesi e nelle periferie per spiegare ai risparmiatori meno informati come procedere: sarebbe un buon modo per ricominciare ad avere un rapporto col nostro territorio”.

Più ottimista Milena Zaggia del Movimento Risparmiatori Traditi, che vede buone possibilità di migliorare le procedure attraverso emendamenti al Decreto Crescita e nel frattempo spera che il Fir possa iniziare a valutare le richieste: “L’importante è riuscire a partire con i risarcimenti, senza precluderci la possibilità di migliorare la legge in particolare per quanto riguarda l’entità dei risarcimenti, visto che durante i nostri incontri al ministero si è sempre parlato del 30% come di un acconto, ma questa parola non è presente nel decreto attuativo”. Oltre a questo accorgimento, l’associazione ha proposto altri emendamenti al Decreto Crescita, come la rivalutazione del valore delle azioni secondo gli indici di inflazione (particolarmente importante per chi ha acquistato i titoli parecchio tempo fa, e in particolare negli anni pre-euro) e la possibilità per le banche di fornire delle autocertificazioni riepilogative sulle posizioni dei singoli risparmiatori.

Tutte modifiche che, sottolinea Zaggia, “non toccano la norma originaria e quindi non fermeranno le procedure che verranno avviate dal Consap enlle prossime settimane”, e che potranno portare alla definizione di una norma in grado di superare gli ostacoli segnalati in varie occasioni dai risparmiatori: “Per il momento posso dire di essere abbastanza soddisfatta – commenta la risparmiatrice -, perché la norma che vediamo rispecchia le dichiarazioni fatte lo scorso aprile dal premier Conte. Ora dobbiamo lavorare con pragmatismo per migliorare le procedure attraverso gli emendamenti”.

Concetti sottolineati anche da Marco Cappellari dell’associazione Amici di Carife, secondo cui le procedure andranno ulteriormente semplificate per mettere risparmiatori e banche nelle condizioni di portare a casa il risultato: “Il decreto è un po’ faticoso per il risparmiatore, che deve allegare una serie di documenti che pochissime persone possiedono. Nei prossimi giorni abbiamo in programma degli incontri con Bper per definire questi aspetti, perchè i decreti vengono scritti dai tecnici ma a volte quando si applicano nella realtà si riscontrano problemi pratici di diversa natura”.

Cappellari, che la settimana scorsa ha organizzato insieme a Bper l’incontro tra banca e associazioni dei risparmiatori, punta molto proprio su questo tipo di dialogo per risolvere gli eventuali ostacoli di percorso: “Siamo partiti bene e sappiamo che Bper si sta coordinando anche con Ubi e Banca Intesa (che hanno comprato le altre cinque banche ‘azzerate’ nel 2015 e 2016, ndr) per definire come assistere al meglio i risparmiatori. Per quanto ci riguarda vogliam incontrare a Roma i componenti della commissione che valuterà le richieste, quando verrà nominata dal governo, anche per fare chiarezza sulla natura del ‘doppio binario’ e capire come verranno valutate le richieste. Il problema maggiore sarà nel reperire i documenti, ma dobbiamo stare tranquilli e lavorare tutti insieme”.

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