Mar 11 Giu 2019 - 2808 visite
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Il danno è fatto, ora il mea culpa

Abbiamo un sindaco leghista che ha stravinto in una città dominata da 70 anni dalle stesse forze le quali, pur avendo cambiato svariati nomi negli anni, hanno sempre mantenuto una continuità di cariche, di interessi e di decisioni.

Bene questo è esattamente quello che non doveva accadere, perché la Lega ha vinto sul refrain di Ferrara Cambia!

Il potere, che nemmeno di fronte all’evidenza della voglia di cambiamento dei cittadini ferraresi e degli italiani in generale, ha saputo farsi un passo da parte e lasciare spazio a nuove risorse, alla fine è crollato, perché nulla dura per sempre eternamente uguale.

Proporre come nuovo inizio due assessori uscenti, uno con un vissuto di giunta ultradecennale, non ha ingannato nessuno e chi lo ha votato col naso tappato lo ha fatto solo perché consapevole che dall’altra parte si ricomincerà addirittura peggio e lo striscione della Lega sopra quello di Verità per Giulio Regeni ne dà già una conferma.

Faremo opposizione, è il mantra degli sconfitti!

No, bisogna fare un vero e proprio mea culpa! Perché avete lasciato orfani i cittadini che hanno lottato per la difesa dell’ambiente contro l’abuso delle discariche e contro lo strapotere delle aziende del petrolchimico, avete deriso i cittadini che hanno lottato per l’acqua pubblica, contro la turbogas e la triplicazione dell’inceneritore e contro le concessioni delle trivellazioni nelle frazioni.

Avete ostacolato i cittadini che hanno difeso la Costituzione, che sono scesi in piazza contro i grandi accordi internazionali come il Ceta e il TTIP, che hanno difeso la scuola pubblica contro lo scempio della 107 e che pretendevano una sanità pubblica degna di questo nome. Vi siete fatti scherno dei cittadini che hanno difeso lo statuto dei lavoratori, i diritti dei risparmiatori e il diritto allo Ius soli!

Molti di questi cittadini si sono incazzati e hanno girato la testa dall’altra parte, forse in buona fede sperando che bloccare questa elìte, al potere da troppi anni, permetterà di migliorare scelte che per troppe volte sono state dettate da interessi puramente di potere e assai poco popolari. Popolari nel senso di attinenti alla sovranità del popolo.

Le richieste di partecipazione alla gestione del bene comune in questa città, si sono sovrapposte l’una sull’altra negli ultimi decenni e non possono essere accettate per finta perché la cittadinanza arriva ad un certo grado di sopportazione ma poi reagisce.

Non mi aspetto nulla dalla nuova amministrazione che non ho votato (a scanso di equivoci) e che non ritengo né interessata né in grado di portare avanti tutte le istanze per le quali mi sono battuta in questi anni ma vorrei, per una volta, almeno una volta, sentire una seria autocritica da parte di coloro che hanno insindacabilmente perso!

Solo capendo gli errori si può parlare di nuovo inizio, altrimenti sono nasi lunghi!

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