Nordio a Ferrara spinge il sì alla riforma della giustizia
L’arrivo in città del ministro della giustizia Carlo Nordio si preannunciava come un momento cruciale per il fronte del sì in vista dell’imminente voto referendario. E di fatto così è stato
L’arrivo in città del ministro della giustizia Carlo Nordio si preannunciava come un momento cruciale per il fronte del sì in vista dell’imminente voto referendario. E di fatto così è stato
Sono diverse decine di persone quelle che ieri sabato 21 febbraio si sono radunate pacificamente fuori dal carcere di Ferrara esponendo striscioni e chiedendo la liberazione degli arrestati - indagati per associazione con finalità di terrorismo - e denunciando quella che definiscono una “criminalizzazione della solidarietà” verso il popolo palestinese
La proliferazione del granchio blu continua a mettere sotto pressione l’ecosistema delle Valli di Comacchio, uno dei patrimoni ambientali e produttivi più importanti dell’Emilia-Romagna
Riavvolgendo il nastro, D’Agostino ha parlato delle “strategie di privazione del sonno”, messe in pratica dalle forze di difesa israeliane (Idf) per evitare di lasciare segni visibili di tortura sui corpi degli attivisti. E delle “schifose gerarchie razziali” perpetrate dagli agenti
Il Gruppo consiliare Lista Civica Anselmo Sindaco ha presentato due risoluzioni a prima firma di Leonardo Fiorentini collegate al Bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Ferrara
Ha vinto la destra o ha perso la sinistra? La domanda binaria priverebbe immeritatamente Alan Fabbri e la Lega del valore di un’impresa storica.
Sicuramente la sinistra in questa fase è rimasta alla finestra. Lo dimostrano anche i voti mancati da parte delle coalizioni che sostenevano Roberta Fusari. Chi ha perso è il centrosinistra, il Pd. I demeriti sono annosi e ne scriviamo da anni.
Chi ha vinto è Fabbri e la sua coalizione. Ora l’alfiere di questa crociata verde avrà l’onore e l’onere di governare Ferrara. La sua storia personale dovrebbe tranquillizzare i ferraresi. I dubbi riguardano piuttosto il suo circondario e i numeri circensi cui ci ha abituati il suo uomo forte, Nicola “Naomo” Lodi.
A volte Fabbri è sembrato quasi ostaggio di un personaggio sopra le righe che doveva essere tollerato per la ragione suprema del consenso. “Sono più i voti che mi porta di quelli che mi fa perdere” si sarà detto più volte a fronte aggrottata da candidato.
Ora che non ha più bisogno dei voti del “pittbull dell’Emilia” Fabbri come si comporterà? Saprà prenderne le distanze in casi, probabili, di future intemperanze o lascerà correre derubricando ogni atto, antidemocratico o antisociale, a semplice goliardata? O peggio lo difenderà a spada tratta come già successo in campagna elettorale?
Credo che molta della credibilità di Fabbri si giocherà qui. Nel suo ultimo appello prima del voto ha giurato che “sarà “il sindaco di tutti”, che lavorerà “per unire, non per dividere”, assicurando che lui e soprattutto i suoi “non siamo seminatori d’odio”.
La prima prova generale, con i festeggiamenti per la vittoria alle elezioni, non hanno dato segnali incoraggianti. La bandiera sullo striscione per Giulio Regeni è diventata una semplice “sciocchezza”. Gli insulti ai passanti quasi un copione rivisto. Da Alan Fabbri ci aspettiamo di più. Buon lavoro sindaco.
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