Dramma sfiorato a Logonovo, corsa contro il tempo per madre e figlia
Doppio salvataggio nella spiaggia libera a Lido degli Estensi. Decisivo l’intervento di un bagnino e di alcuni bagnanti, poi l’arrivo dell’elisoccorso
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Devono rispondere di frode in commercio, inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione, del reato di “falsa rotta”, oltre che di falsità ideologica i quattro indagati denunciati dalla Guardia Costiera
Lo scontro con un furgone intorno alle 15 a Mesola. Sul posto ambulanza ed elisoccorso, traffico bloccato in entrambe le direzioni
Una programmazione da oltre 1 milione e 500mila euro per dare continuità e rafforzare gli interventi a sostegno della comunità. È questo il valore del nuovo Piano di Zona 2026 del distretto Centro-Nord
Tapas bar, ristorantino, caffetteria e gentilezza del personale sono molto apprezzati dai clienti, come testimoniano le numerose ed entusiastiche recensioni. Il problema è quando si va a pagare. E non per i prezzi, ma per... lo scontrino.
Aveva citato per danni il programma “Presa Diretta” di Rai3, condotto da Riccardo Iacona. Il motivo: aveva utilizzato senza il suo consenso immagini della sua testimonianza al processo Aldrovandi e aveva “confezionato” il servizio televisivo in modo ritenuto diffamatorio della sua persona.
E così Elio Graziano, questore a Ferrara quando scoppiò il caso Aldrovandi, aveva chiesto un risarcimento in sede civile a conduttore e staff. Ma per il giudice – si legge nella Gazzetta di Modena – in quel servizio del 6 gennaio 2014 si utilizzarono immagini riprese in una udienza pubblica e sono è anche lecito diffonderle. Tanto più che il giudice di Ferrara aveva accordato alla Rai il permesso di riprendere il processo in ragione del suo importante impatto sociale.
Secondo Graziano il servizio di “Presa Diretta” aveva tagliato le sue dichiarazioni rese nel tribunale di Ferrara nel febbraio del 2008 in modo da far capire che il questore difendesse a spada tratta gli agenti.
Per il tribunale di Modena invece, anche se il servizio è sì duro nei confronti delle forze dell’ordine, specie quando lamenta il fatto che le indagini andassero a rilento e che la questura sostenne subito versioni assolutorie per i quattro agenti, vengono comunque rispettati i limiti della critica e della libertà di manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita.
Il tribunale civile ha quindi condannato l’ex questore a pagare le spese giudiziarie di lite.
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