È Matteo Faccini l’erede di Costa in Consiglio
Il componente del Cda di Ferrara Tua pronto a subentrare alla neoassessora tra i banchi della maggioranza
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Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata ed estorsione in stazione. La ricostruzione dei fatti, però, si era rivelata completamente diversa da quella inizialmente raccontata
È stato condannato a un anno di reclusione il 55enne ferrarese, già noto per altri furti, finito nuovamente alla sbarra con l'accusa di furto aggravato per il colpo messo a segno nella notte del 12 luglio 2024 all'interno degli uffici del Consorzio Factory Grisù
I Carabinieri della Stazione di Cento hanno denunciato alla Procura di Ferrara e alla Procura per i minorenni di Bologna due giovani (17 e 18 anni), accusati di essere i presunti responsabili della rapina ai danni di un coetaneo
Rete Pace distribuisce volantini in piazza Cattedrale: "La lotta all’odio antisemita non diventi uno strumento per colpire la critica a Israele"
Aveva citato per danni il programma “Presa Diretta” di Rai3, condotto da Riccardo Iacona. Il motivo: aveva utilizzato senza il suo consenso immagini della sua testimonianza al processo Aldrovandi e aveva “confezionato” il servizio televisivo in modo ritenuto diffamatorio della sua persona.
E così Elio Graziano, questore a Ferrara quando scoppiò il caso Aldrovandi, aveva chiesto un risarcimento in sede civile a conduttore e staff. Ma per il giudice – si legge nella Gazzetta di Modena – in quel servizio del 6 gennaio 2014 si utilizzarono immagini riprese in una udienza pubblica e sono è anche lecito diffonderle. Tanto più che il giudice di Ferrara aveva accordato alla Rai il permesso di riprendere il processo in ragione del suo importante impatto sociale.
Secondo Graziano il servizio di “Presa Diretta” aveva tagliato le sue dichiarazioni rese nel tribunale di Ferrara nel febbraio del 2008 in modo da far capire che il questore difendesse a spada tratta gli agenti.
Per il tribunale di Modena invece, anche se il servizio è sì duro nei confronti delle forze dell’ordine, specie quando lamenta il fatto che le indagini andassero a rilento e che la questura sostenne subito versioni assolutorie per i quattro agenti, vengono comunque rispettati i limiti della critica e della libertà di manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita.
Il tribunale civile ha quindi condannato l’ex questore a pagare le spese giudiziarie di lite.
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