Spaccio in zona Gad, arrestato un uomo dalla Squadra Mobile
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
Non è più per omesso referto, come inizialmente ipotizzato, ma per depistaggio, il fascicolo d'indagine che la Procura di Ferrara ha aperto dopo il presunto ritardo da parte del Sant'Anna nell'informare l'autorità giudiziaria delle morti sospette dell'81enne Gabriella Cimatti e della 70enne Mara Cremonini
Arriva una svolta importante nell'inchiesta per le morti sospette delle pazienti Gabriella Cimatti, 81enne di Forlì, e Mara Cremonini, 70enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, avvenute a luglio 2023, nell'arco di ventiquattro ore, dopo lo stesso intervento di chirurgia oftalmica all'ospedale Sant'Anna di Cona
Ha raggiunto un accordo per patteggiare due anni di pena - subordinata a un percorso di otto mesi al Centro Ascolto Uomini Maltrattanti - la guardia giurata 59enne finita a processo con la pesante accusa violenza sessuale aggravata nei confronti della propria compagna di turno, una ragazza di 30 anni
Si sono costituite parte civile ieri (mercoledì 6 maggio) la mamma, la sorella e la nonna del 20enne Cosmin Robert Pricopi, l'operaio di nazionalità rumena che, insieme al connazionale 50enne Costin Yonel, perse la vita nel tragico incidente sul lavoro all'interno del Polo Crispa di Jolanda di Savoia
Aveva citato per danni il programma “Presa Diretta” di Rai3, condotto da Riccardo Iacona. Il motivo: aveva utilizzato senza il suo consenso immagini della sua testimonianza al processo Aldrovandi e aveva “confezionato” il servizio televisivo in modo ritenuto diffamatorio della sua persona.
E così Elio Graziano, questore a Ferrara quando scoppiò il caso Aldrovandi, aveva chiesto un risarcimento in sede civile a conduttore e staff. Ma per il giudice – si legge nella Gazzetta di Modena – in quel servizio del 6 gennaio 2014 si utilizzarono immagini riprese in una udienza pubblica e sono è anche lecito diffonderle. Tanto più che il giudice di Ferrara aveva accordato alla Rai il permesso di riprendere il processo in ragione del suo importante impatto sociale.
Secondo Graziano il servizio di “Presa Diretta” aveva tagliato le sue dichiarazioni rese nel tribunale di Ferrara nel febbraio del 2008 in modo da far capire che il questore difendesse a spada tratta gli agenti.
Per il tribunale di Modena invece, anche se il servizio è sì duro nei confronti delle forze dell’ordine, specie quando lamenta il fatto che le indagini andassero a rilento e che la questura sostenne subito versioni assolutorie per i quattro agenti, vengono comunque rispettati i limiti della critica e della libertà di manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita.
Il tribunale civile ha quindi condannato l’ex questore a pagare le spese giudiziarie di lite.
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