Ven 7 Giu 2019 - 2734 visite
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Omicidio Branchi. A Goro un consiglio comunale per diffidare stampa e Tv: “Non siamo paese omertoso”

Votato all'unanimità un documento che rispedisce ai media le accuse di aver voluto chiudere gli occhi: "Le indagini ci hanno tratto in inganno per anni, si evitino distorsioni dei fatti, abbiamo già fatto quello che dovevamo". Nessun cittadino presenzia all'assemblea pubblica.

di Giuseppe Malatesta

Goro. “Diffidiamo chiunque ad usare a mezzo stampa, televisivo o attraverso qualsiasi altro mezzo di comunicazione aggettivi o termini tesi a screditare, infamare o offendere la comunità gorese nella sua interezza”. Nel periodo più concitato delle indagini sul brutale omicidio di Willy Branchi Goro si rifiuta di passare per paese omertoso.

E lo fa, seppur non presenziando minimamente alla seduta, nel consiglio comunale di giovedì sera. Attraverso un atto ufficiale, accolto con voto unanime positivo, che rispedisce al mittente gli appellativi trapelati con insistenza nei servizi giornalistici recenti, che dipingono i cittadini come ‘omertosi’ rispetto al tragico fatto di sangue ancora impunito.

“Intendiamo esprimerci nei confronti di ciò che è avvenuto nella puntata di domenica 19 maggio della trasmissione ‘Le iene’, che ha dedicato uno speciale all’omicidio Branchi. A nostro avviso – legge il sindaco Diego Viviani di fronte ad una sala vuota – si è data una versione dei fatti molto tendenziosa e approssimativa nel momento in cui si sono usati termini privi di qualsiasi riscontro oggettivo, come ad esempio ‘tutti sapevano’. Una versione tendenziosamente volta a discriminare un’intera comunità”.

“Aggettivi infamanti come: ‘paese di omertosi’ ci spingono ad evidenziare che quasi tutti i cittadini di Goro, sono stati tratti in inganno dalla pista che gli allora inquirenti avevano indicato come la più probabile e veritiera, quella che portava ad indicare Valeriano Forzati come colpevole dell’omicidio, nonostante le poche prove a suo carico”.

Oggi, con “profondo rammarico” maggioranza e opposizione consiliare sottolineano che dalla prima riapertura del caso avvenuta nel 2014, in cui si prendeva in considerazione una nuova pista da seguire, la comunità gorese ha per la sua stragrande maggioranza sempre sostenuto la famiglia Branchi nella sua battaglia per la ricerca della verità, come ha dimostrato la nutrita presenza di cittadini alla fiaccolata in onore di Willy e le molteplici testimonianze di affetto, di vicinanza e di incitamento al fratello di Willy, Luca”.

“Non possiamo tacere – conclude Viviani – e non prendere le difese di tutti i cittadini che hanno mantenuto nella loro vita una condotta esemplare e sono totalmente estranei ai fatti in questione. Crediamo che ciò che questa comunità doveva fornire come supporto al quadro conoscitivo degli eventi lo abbia fornito. Altra cosa sono le prove determinanti, le quali sono ad appannaggio di pochissimi individui. I depravati che hanno prima ridotto in condizioni disumane e poi ucciso il povero Willy dovevano essere assicurati alla giustizia molti anni fa. Così non è andata e tutti speriamo di riuscire a porvi rimedio. La famiglia Branchi non si deve sentire in alcun modo oggetto di questa rimostranza: chi amministra questo paese non può assecondare ‘distorsioni giornalistiche della realtà’ ma solamente la ricerca degli inquirenti”.

Ai voti si aggiungono le dichiarazioni positive dei capigruppo consigliari, di Gino Soncini e Angelo Morinelli, che si augurano che la verità possa emergere al più presto in clima comunque più disteso. “Fuori da Goro veniamo tacciati di omertà, per via di una inchiesta giornalistica che non riesce a ricostruire la verità senza infangarci” dice Soncini, che invita in Consiglio ‘Le iene’ di Italia 1. “Ma registreremo anche noi per evitare le solite distorsioni della realtà, montaggi, interviste tagliate e cucite ad hoc per fare audience. Abbiamo la faccia pulita, siamo capaci di fare del bene al prossimo e lo abbiamo dimostrato anche in questo caso. Non è detto che tutti conoscano la verità, eppure viene dato per scontato”.

“Siamo ben felici di vedere una presa di posizione simile attraverso un documento unitario. Io lo avrei fatto già settimane fa, come avrei fatto lo stesso anche per la vicenda delle barricate” commenta invece Morinelli, mentre il giovane Nickolas Bellotti, capogruppo di maggioranza, da quasi coetaneo di Willy ricorda come il circolo giovanile ‘Young Club Goro’ sia proprio intitolato al povero ragazzo e sia stato il promotore della partecipatissima fiaccolata per Willy. “Ci sentiamo tirati in causa ma chi ha meno di trent’anni oggi, all’epoca non era nemmeno nato. Siamo persone per bene ma la strategia mediatica ha danneggiato e continua a danneggiare l’immagine di questa comunità”.

Delle assemblee stra-partecipate, delle riunioni da tutto esaurito questa volta neppure l’ombra in sala consiliare a Goro. Un assist agli ‘strateghi’ del giornalismo: ‘Sono tutti a letto come la notte del 30 settembre 1988’ potrebbero facilmente dire adesso.

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