Lun 3 Giu 2019 - 1608 visite
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Ballottaggio per la riduzione del danno

Il cambiamento è sempre una cosa positiva. Il cambiamento è crescita, è rinascita, è l’essenza stessa della vita. Per questo la Lega a Ferrara ha intelligentemente chiamato la lista Ferrara cambia e per questo Modonesi per la tornata elettorale del ballottaggio ha cambiato slogan: un nuovo inizio! Che poi l’inizio dovrebbe essere nuovo per definizione, ma tant’è!

Ecco servirebbe davvero questo cambiamento e questo nuovo inizio, solo che tra i due contendenti è una gara davvero dura!

Nessuno nella Lega, a livello nazionale e a livello locale, fa presagire nulla di nuovo sotto il cielo, inquinato, della nostra sciagurata penisola. Il cambiamento leghista, al di là dello slogan, è un becero ritorno all’indietro: derive securitarie a suon di videocamere e poliziotti, misure restrittive sulle cose innocue come i negozi che vendono borse di canapa, chiusure dei confini e promesse di abbassare le tasse mentre si alza l’Iva che colpisce soprattutto i più poveri. Sblocca cantieri, che allo stato attuale significa sblocca corruzione, e nessun piano strategico per risanare un territorio che dopo un mese di pioggia si sgretola come un pavesino nel latte.

Voce grossa con i rom e coda tra le gambe con i poteri forti, a meno che non si prenda sul serio lo sbraito in Europa senza guardare che alla fine la Lega vota i grandi accordi internazionali come il Ceta e il Ttip!

A Ferrara, volantino alla mano, Fabbri dichiara di “battersi perché la Ferrara–mare, (che mi auguro molti elettori leghisti percorrano domenica invece che la via per i seggi) sia sicura e funzionale”. Sfido chiunque a sostenere il contrario ma tradotto che significa? Rifare l’asfalto e qualche dissuasore! Quando invece serve ripensare la mobilità verso il mare con la costruzione, finalmente, di una ferrovia diretta verso Porto Garibaldi! Certo anche dall’altra parte non è che brillino in questo senso! Persi a rincorrere un’idrovia destinata a infangarsi in darsena!

“Ben nota è la mia battaglia a fianco dei risparmiatori azzerati Carife” – dichiara ancora Fabbri! Nota a chi? Veramente la vicenda Carife è esattamente l’emblema della connivenza che destra e sinistra (perdonate la generalizzazione di antica memoria) hanno portato avanti in questa città, pigra e spocchiosa, che sì ha davvero bisogno di un “nuovo inizio”. Un inizio dove non ci sia la solita elìte radical-chic a far tutt’uno con la vecchia borghesia terriera e piccolo imprenditoriale per dettare i ritmi della vita cittadina, indirizzando gli investimenti – sbagliati – a vantaggio dei propri interessi.

Se Naomo Lodi prende 1000 preferenze a Ferrara, significa che gli errori non si possono più nascondere: Coop Costruttori, ospedale a Cona, turbogas, triplicazione inceneritore, stadio in centro, fallimento Carife… solo i più macroscopici.

Ma… pur se Modonesi non è esattamente la faccia del nuovo che avanza, Fabbri è il vecchio travestito che ritorna, frutto di un’idea conservatrice, razzista e sessista, securitaria e proibizionista.

Il candidato leghista mostra a Ferrara una faccia amichevole: “sarò il Sindaco di tutti” e ci mancherebbe! Ma il suo capo al Ministero degli interni dimostra che non è affatto il Ministro di tutti, scorrazzando, forse a spese nostre, a sostenere i suoi candidati. Dimostra di non essere il Ministro di tutte le persone che risiedono all’Interno del nostro territorio ma solo degli italiani che lui definisce meritori di essere tali.

Lo stile leghista lo stiamo sperimentando nella decretazione d’urgenza che urgente non è, nel mettere le mani sulla scuola per piegarla alla logica di un solo pensiero e questo, senza scomodare una parola che oggi è tristemente ritornata in auge, in Italia è vecchio che ritorna! Per questo non potendo eliminare per ora il danno, almeno si deve operare per ridurlo e il 9 giugno sperare in un nuovo inizio!

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