Lun 27 Mag 2019 - 2747 visite
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Elezioni. Alan Fabbri sconta l’effetto Naomo, ma potrebbe farcela già al primo turno

A Ferrara la percentuale più bassa della Lega. Nel capoluogo il Carroccio alle europee conquista il 37%

In attesa dello spoglio delle schede che partirà oggi pomeriggio alle 14, si possono già osservare alcuni dati che offrono suggestioni in chiave amministrativa.

Ovviamente il dato europeo per forza di cose non può essere totalmente calato su quello locale, anche se qualche riflessione in via Ripagrande, sede della Lega di Ferrara, potrebbe nascere.

Secondo gli scrutini, alcuni ancora in corso nel momento in cui scriviamo, a livello provinciale il Carroccio conquista il 41,95%, diventando di gran lunga la prima forza politica. Distanziato di quasi venti punti troviamo il Pd, al 25,37%. Quindi il M5S (11,51), Forza Italia (5,85), Fratelli d’Italia (5,28) e +Europa, Italia in Comune e Pde (3,17).

Il dato provinciale è di gran lunga superiore a quello regionale, dove le camicie verdi si fermano al 34,29% (vicino a quello nazionale del 34,10) e trovano come antagonista un Pd che accusa il colpo ma ancora regge al 30,78.

Tornando alle faccende estensi, la Lega la fa da padrona in tutti i comuni. Ma, qui la curiosità, non è Ferrara – come era lecito immaginarsi alla vigilia – a fare da traino alla provincia, bensì il contrario.

A Ferrara, scrutinate 158 sezioni su 160, la Lega alle europee incassa il 36,60% dei 108.509 voti disponibili, con un Pd al 29,08 e un M5S al 10,45. Fratelli d’Italia supera, con il 5,76, Forza Italia (al 5,59).

Quel 36,60% rappresenta il dato più basso di tutti i 21 comuni. In alcune zone la Lega potrebbe tranquillamente governare da sola, come a Goro, il paese delle barricate di Gorino, dove addirittura conquista il 60,96%. I salviniani spadroneggiano anche a Mesola (53,04), Masi Torello (51,62), Comacchio (50,72), Lagosanto (50,00).

Non supera la metà dei voti totali, ma non teme comunque rivali, la Lega a Terre del Reno (48,90), Bondeno (48,42), Riva del Po (47,80), Codigoro (47,62), Ostellato (46,40), Cento (46,32), Voghiera (45,40), Portomaggiore (45,25), Poggio Renatico (43,88), Tresignana (41,58), Vigarano Mainarda (44,06), Fiscaglia (42,23) e Copparo (41,02).

Gli unici due comuni dove il Carroccio non sfonda il tetto del 40% sono Argenta, con il 37,75, e – appunto – Ferrara, al 36,60. Potrebbe essere un effetto del caso Naomo (la fedina penale pubblicata da Estense.com) o le polemiche successive con le offese e le minacce ai nostri giornalisti, o ancora lo shitstorming organizzato in gran segreto dallo staff leghista.

Vero è che, continuando a forzare il parallelismo tra elezioni europee ed amministrative, con la somma aritmetica dei voti dei partiti collegati la coalizione di centrodestra tocca quota 47,95. Se a questo numero si sommano le listine civiche collegate, e considerando che è facile immaginare che Alan Fabbri raccolga più voti della coalizione che lo sostiene, ecco che la vittoria al primo turno potrebbe essere tutt’altro che scontata.

E, a quel punto, a Fabbri poco importerà se Ferrara raccoglie le percentuali più basse della provincia.

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