Dom 26 Mag 2019 - 2207 visite
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Terra dell’Orso, arrivederci all’orsetto con le bolle

Il primo agosto chiuderà i battenti lo storico negozio di via Canonica, ma l'attività non cesserà. Nessuna rivelazione sui successori, ma tante sorprese per gli ultimi mesi

di Cecilia Gallotta

L’amatissimo orsetto con le bolle, icona delle famiglie ferraresi da ormai quarant’anni, è pronto per fare le valigie. Per fortuna non si tratta di un addio, bensì di un arrivederci: è infatti prossima la chiusura dello storico locale di via Canonica, dapprima Città del Sole e successivamente La Terra dell’Orso, che dal primo agosto lascerà definitivamente la posizione, per trasferirsi al civico 4 di via Voltapaletto (ad oggi ‘e-natura’), pochi passi più in là.

“Obbligo di riservatezza su chi verrà ad occupare il locale”, annunciano la titolare Liana Saiani e il marito Roberto Zambelli alla stampa, nell’affollato sabato mattina ancora straripante di genitori e nonni con bambini di ogni età, incuriositi dai giocattoli – volanti e non – che non hanno smesso di incantare le generazioni tappezzando ogni angolo del locale.

“Avevamo iniziato la nostra attività nel ravennate – racconta Zambelli – con il marchio franchising de La Città del Sole, che esiste ancora in diverse città, e quando ci siamo trasferiti qui a Ferrara abbiamo chiesto ai titolari dell’allora Città del Sole se potevamo cambiare nome e marchio. In questi 32 anni abbiamo ricevuto tante proposte per l’acquisto della posizione, molto ambita, ma abbiamo sempre rifiutato, fino ad oggi non avevamo mai ricevuto un offerta che ne valesse la pena”.

Ci sono riusciti invece i prossimi successori “dopo un anno e mezzo di travaglio, offerte e trattative, cominciate a febbraio dello scorso anno”, fa sapere la titolare, i quali però si sono limitati all’acquisto del locale: “Una nostra dipendente sta seriamente pensando di rilevare invece l’attività – anticipa Zambelli – ma non sappiamo ancora dove”.

Ancora diverse incognite, dunque, sul negozio di giocattoli più longevo del centro storico, che in questi anni non ha conosciuto crisi: “Certo, l’e-commerce ha influito, ma in maniera così determinante. Il valore di entrare in un negozio e avere qualcuno che ti fa vedere il giocattolo, te lo espone e te lo fa vivere, non ha prezzo”.

Tant’è vero che l’annuncio sui social della prossima chiusura del locale “ha scatenato un amore e un affetto da parte dei clienti e dei cittadini che non immaginavamo”: è per questo che i titolari hanno in serbo, per i prossimi mesi fino alla chiusura, diversi appuntamenti, come il racconto a puntate di aneddoti e storie inerenti il negozio.

Si partirà proprio con la storia dell’orsetto, soprannominato ‘The Big Boss’, realizzato interamente da Roberto Zambelli e “fedele copia dei primissimi giocattoli capaci di soffiare bolle di sapone del primo Novecento”. Verrà poi lanciato sui social un contest, sulla ricerca dei 48 ‘fratelli’ di The Big Boss’, esemplari analoghi sparsi per il mondo, due dei quali, già si sa, si trovano in Spagna e in Azerbaijan. Insomma, la magia de La Terra Dell’Oso, non smetterà certo di vivere.

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