Sab 25 Mag 2019 - 655 visite
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Il terremoto è sempre incombente

Ferrara risulta in Zona 3 (pericolosità MEDIA) con valori adiacenti a quelli di Zona 2 (pericolosità ELEVATA) nella mappa della Pericolosità Sismica del territorio nazionale, chiamata MPS04, riportante i valori di scuotimento del suolo statisticamente presumibili.

Tale mappa esiste fin dal 2004. Di per sé, serve a poco, essendo più necessario conoscere il rischio sismico da prevenire. Questo rischio dipende, oltre che dalla pericolosità attesa dalle scosse del suolo, da quanto è denso e vulnerabile ciò che ci sta sopra: le conseguenze su un petrolchimico, o un centro storico, non sono comparabili con quelle subite da campi coltivati. La MPS04, quindi, è solo il punto d’avvio di una consapevolezza da cercare su una mappa comunale di Rischio Sismico redatta ad hoc.

Visto che da decenni impongono ai ferraresi di mantenere un Assessorato all’Ambiente, dopo la sveglia ricevuta dal terremoto del 2012 (il giorno 20 scorso ricorreva il settimo anniversario della prima botta) questo Assessorato avrebbe dovuto immediatamente confrontare i danni con la mappa comunale del Rischio Sismico! E nel caso di mancanza di quel documento, iniziare a redarlo subito con gli aggiornatissimi dati forniti direttamente dal terremoto stesso. È stato fatto?

Anche senza obbligo di legge (si sa che per l’imperante feticismo legale ciò che non è prescritto significa non doverlo fare), l’amministrazione comunale dovrebbe comunque rispondere alla domanda sulla mappatura del Rischio Sismico. Per umanità. Perché essendo impossibile prevedere gli eventi sismici, il trascurare ufficialmente che un terremoto con epicentro sotto Ferrara potrebbe succedere in qualsiasi momento è cosa indegna come il dar ad intendere che il rischio da terremoti equivale al rischio di essere centrati da meteoriti. E poiché esistono ben collaudate tecniche d’ingegneria sismica (addirittura con l’isolamento sismico!) per minimizzare i danni dei terremoti è scandaloso che non sia data ad ogni cittadino la puntigliosa conoscenza del potenziale rischio sismico di ogni zona della città in cui vive.

I tantissimi che non hanno mezzi finanziari per rendere le proprie case a prova di terremoto possono sempre decidere di cambiare zona dove abitare. Ma solo sapendo dovo sono quelle a meno rischio. E non è l’Assessorato all’Ambiente che deve dare questa informazione? O si delega tutto all’ASL?

Paolo Giardini

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