
Stefano Calderoni
Si avvicinano le amministrative, quando in primavera sette comuni del Ferraresi saranno chiamati a rinnovare le proprie giunte (Formignana, Vigarano, Tresigallo, Codigoro, Portomaggiore, Goro e Cento), e, con la ripresa dell’attività politica, dovrebbe tenersi un vertice dei partiti di maggioranza a livello provinciale per discutere dell’appuntamento di primavera.
“Abbiamo già fatto sapere al Pd che le liste civiche senza colore politico non rientrano nelle nostre aspettative”. Lo afferma Stefano Calderoni, segretario provinciale di Rifondazione comunista, che forma insieme ai Comunisti italiani la Federazione della sinistra.
“L’idea di stringere accordi con liste xenofobe è troppo lontana da noi – prosegue Calderoni -. Se ancora non fosse chiaro: all’ipotesi di alleanza con la Lega diciamo no”. Un’ipotesi questa lanciata nel corso di un dibattito alla Rivana dal consigliere regionale Roberto Montanari e confermata – con la condizione che eventuali nuovi alleati condividano il programma – dal segretario provinciale del Pd Paolo Calvano (vai all’articolo). Ma che non trova sponde nell’alleato con la falce e martello: “nel caso correremo da soli”.
Quanto ai singoli comuni, “su Portomaggiore si è già tenuto un incontro nel corso del quale si sono discusse tempistiche e contenuti – anticipa il segretario -. Il primo elemento da cui partire è il confronto sulle alleanze già esistenti”.
Quasi un ritorno al progetto dell’Ulivo. Che deve valere però su tutto il territorio provinciale e non a spot. Nelle intenzioni del Pd c’era quella di “ragionare su situazioni speciali e particolari con alleanze speciali e particolari” per usare le parole di Calvano. Ma per la Federazione della Sinistra “il ragionamento può essere fatto solo a livello complessivo, non a microaree”. “Proprio per questo – avverte Calderoni – quello che succederà a Cento potrebbe essere determinante”.
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