Sab 25 Mag 2019 - 1170 visite
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Gli azzerati ritornano dalla Vestager: “Rimborsi al 100%”

Il 28 maggio alcune delle associazioni della ‘cabina di regia’ incontreranno la commissaria Ue alla Concorrenza

Margrethe Vestager, foto di Johannes Jansson da www.norden.org

L’istituzione del fondo, le modifiche apportate con il decreto ‘crescita’ e gli annunciati decreti attuativi non sono ancora la fine del tunnel per i risparmiatori azzerati. Il 28 maggio alcune delle  delle associazioni della ‘cabina di regia’ (Adusbef, Casa del Consumatore, Consumatori Attivi, Ezzelino da Onara, Movimento risparmiatori traditi, Per Veneto Banca, Unione Nazionale Consumatori) incontreranno a Bruxelles la commissaria Ue per la Concorrenza Margrethe Vestager.

La previsione di un limite di indennizzo forfettario al 30% per gli azionisti, al 95% per i bondisti, fino a un massimo di 100mila euro – non considerato un anticipo di quanto dovuto non solo per gli indennizzi automatici ma anche per chi in qualche modo deve provare di aver subito un comportamento illecito dalla banca – è uno dei punti nodali che verranno discussi con la Vestager.

“Si tratta di un momento centrale per l’istituzione di un fondo che possa veramente restituire il maltolto ai risparmiatori traditi”, spiegano le azzerate ferraresi Giovanna Mazzoni e Milena Zaggia e l’avvocato Barbara Puschiasis in una nota inviata a nome delle associazioni partecipanti. “Un lavoro durato anni ha portato ad affermare un principio, e cioè che un Fondo possa indennizzare chi si è trovato coinvolto nei gravi dissesti delle banche dell’Italia centrale con Carife e delle Banche Venete. Tale strumento potrà soccorrere anche i risparmiatori delle Banche del centro sud”.

I 100mila euro, spiegano le associazioni, sono “troppo poco, soprattutto se la procedura per ottenere l’indennizzo prevede un accertamento delle violazioni. Già il doppio binario previsto per gli obbligazionisti delle 4 banche centrali per l’accesso al Fondo di Solidarietà Fitd prevedeva la possibilità di ottenere il ristoro pari al 100% di quanto perduto a coloro che affrontavano il vaglio di un arbitro. Il medesimo principio deve essere previsto anche per il Fondo Indennizzo Risparmiatori che si prefigge lo stesso scopo”.

Le associazioni dei risparmiatori quindi chiedono risposte alla commissaria Vestager “sull’indennizzo pari al 100% di quanto perduto calcolato sul prezzo di acquisto dei titoli ma maggiorato di interessi e rivalutazione monetaria”.

“L’attenzione – spiegano ancora – va peraltro anche sulle fasce più deboli, sugli anziani che da anni avevano depositato i loro risparmi nelle banche andate in default acquistando azioni o obbligazioni poi rivelatesi carta straccia e non avendo ora più risorse per pagare spese mediche o di assistenza, sulle persone economicamente più svantaggiate, sugli indebitati a causa dell’azzeramento dei risparmi e su tutti coloro che hanno subito condotte fin troppo note all’interno degli istituti e non solo, ma nascoste a chi in quegli istituti credeva. Falsi prospetti, aggiotaggio, false informazioni, profili mifid artatamente alterati e molto altro hanno permesso che intere economie del territorio venissero azzerate”.

Le risposte che la commissaria darà verranno condivise poi in “un incontro che chiediamo al Governo ma che coinvolga tutte le forze politiche oggi impegnate nella discussione degli emendamenti alla norma sul Fondo”.

“Non può essere che i risparmiatori traditi che si trovano ad aver perso i loro soldi in banche, nevralgiche per l’economia di interi territori , poste da norme dello Stato in liquidazione  svendendo i loro patrimoni, debbano continuare ad accontentarsi di indennizzi parziali – ribadiscono le associazioni -. Per loro oltre al fondo alimentato da soldi derivanti dai rapporti dormienti, e quindi non dalla fiscalità generale, le possibilità di riottenere il maltolto sono quasi nulle non essendoci più le banche. Chiediamo dunque che velocemente si converta il decreto legge prevedendo che l’indennizzo possa giungere al 100% in caso di accertamento arbitrale e che gli indennizzi parziali vengano considerati quali acconti senza la soglia dei 100.000 euro.  All’Europa, dopo il caso Tercas, quattro banche risolte, due in liquidazione coatta e svendita degli Npl viene chiesto un atto di responsabilità”.

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