Emergenza Grattacielo. Il Terzo Settore in prima linea
Di fronte all'emergenza che ha coinvolto le persone sfollate dal Grattacielo di Ferrara nella giornata di giovedì 12 febbraio, il Terzo Settore si è messo subito al lavoro
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Non è solo uno slogan, ma una convinzione profonda che mette in relazione diretta i diritti di chi lavora con i diritti di chi riceve un servizio: la Fp Cgil di Ferrara dà il via a una campagna ambiziosa che punta a ridisegnare il futuro dei servizi pubblici e privati del nostro territorio
Sono stati portati in carcere, con le accuse di rissa e lesioni, quattro dei sei protagonisti della violenta lite a colpi di martello e fendenti d'arma bianca avvenuta, durante il primo pomeriggio di venerdì 13 febbraio, in via Vivaldo Vivaldi, a Pontelagoscuro
Avrebbe trasformato la vita dei genitori in un incubo fatto di insulti, minacce e continue richieste di denaro
La consigliera dem interroga la Regione: "Innalzamento anomalo con conseguenze evidenti dall'erosione di dossi e argini alla perdita di isolotti fondamentali per la nidificazione e alterazione della salinità dell'acqua"
Nessun rapporto sessuale diretto, ma avrebbe adescato alcuni minori parlando loro di sesso in maniera esplicita, non nascondendo la sua eccitazione, fotografandoli e addirittura consegnando loro delle immagini pornografiche. Sono le accuse alle quali deve rispondere un uomo di 44 anni, finito alla sbarra per atti sessuali, corruzione e adescamento dei minori.
Secondo quanto emerso finora, i fatti risalgono al 2014, quando un gruppetto di ragazzini e ragazzine frequentando un parchetto pubblico dell’Alto Ferrarese è venuto in contatto con l’uomo, che portava lì suo figlio per giocare. Dopo un po’ i giovani avrebbero iniziato a mostrare segni di turbamento, percepiti dai genitori che, interrogandoli, hanno scoperto che il 44enne parlava loro in maniera piuttosto esplicita di sesso e di rapporti sessuali.
La cosa non si sarebbe però limitata solo a questo. Secondo i racconti dei minori e dei loro genitori (una famiglia si è costituita parte civile nel processo) l’uomo avrebbe spesso indossato delle tute molto larghe, senza intimo, dando a vedere il suo stato di eccitazione durante alcuni incontri e chiacchierate. Inoltre, con la scusa di fare delle foto a suo figlio, avrebbe in realtà inquadrato i ‘lati b’ di due ragazzine. E, ancora, in un’occasione avrebbe anche consegnato a uno dei ragazzini del gruppetto una chiavetta usb contente immagini pornografiche che poi sarebbero state viste proprio dai minori.
Chiavetta che sembrerebbe essere stata smarrita in fase d’indagine – che sembra essere stata circoscritta in sostanza alla sola raccolta delle denunce dei genitori – e di cui oggi non c’è traccia da nessuna parte. Nell’udienza di giovedì è stato sentito uno dei carabinieri inquirenti e la madre di una delle vittime.
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