Bilancio 2025: a Ferrara calano delitti e furti
Il 2025 si chiude con un segnale incoraggiante per la sicurezza del territorio ferrarese
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Il Rapporto Bes delle Province 2025 restituisce l’immagine di una Ferrara complessivamente positiva, sopra la media nazionale in diversi indicatori chiave, ma con alcune aree di fragilità
Nella serata di giovedì, presso il Parco Quadrifoglio di Mirabello, si è verificato un nuovo grave episodio di vandalismo. Un gruppo di giovani ha appiccato un falò all’interno dell’area verde, mettendo a rischio la sicurezza delle persone e arrecando un ulteriore danno al patrimonio pubblico
Intervento nella mattinata dei Vigili del fuoco di Ferrara per una fuga di gas in via Fellisatti. La fuoriuscita pare sia conseguenza dei lavori che sono in corso tra le Poste e il Grattacielo
Nessun rapporto sessuale diretto, ma avrebbe adescato alcuni minori parlando loro di sesso in maniera esplicita, non nascondendo la sua eccitazione, fotografandoli e addirittura consegnando loro delle immagini pornografiche. Sono le accuse alle quali deve rispondere un uomo di 44 anni, finito alla sbarra per atti sessuali, corruzione e adescamento dei minori.
Secondo quanto emerso finora, i fatti risalgono al 2014, quando un gruppetto di ragazzini e ragazzine frequentando un parchetto pubblico dell’Alto Ferrarese è venuto in contatto con l’uomo, che portava lì suo figlio per giocare. Dopo un po’ i giovani avrebbero iniziato a mostrare segni di turbamento, percepiti dai genitori che, interrogandoli, hanno scoperto che il 44enne parlava loro in maniera piuttosto esplicita di sesso e di rapporti sessuali.
La cosa non si sarebbe però limitata solo a questo. Secondo i racconti dei minori e dei loro genitori (una famiglia si è costituita parte civile nel processo) l’uomo avrebbe spesso indossato delle tute molto larghe, senza intimo, dando a vedere il suo stato di eccitazione durante alcuni incontri e chiacchierate. Inoltre, con la scusa di fare delle foto a suo figlio, avrebbe in realtà inquadrato i ‘lati b’ di due ragazzine. E, ancora, in un’occasione avrebbe anche consegnato a uno dei ragazzini del gruppetto una chiavetta usb contente immagini pornografiche che poi sarebbero state viste proprio dai minori.
Chiavetta che sembrerebbe essere stata smarrita in fase d’indagine – che sembra essere stata circoscritta in sostanza alla sola raccolta delle denunce dei genitori – e di cui oggi non c’è traccia da nessuna parte. Nell’udienza di giovedì è stato sentito uno dei carabinieri inquirenti e la madre di una delle vittime.
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