Mer 22 Mag 2019 - 3546 visite
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Caricento nelle mani di Bps, “dopo 160 anni la Cassa perde la propria autonomia”

Nuovo cda valtellinese. Roncarati al neo azionista: "Fiduciosi che preservi i valori e l'attenzione per il nostro territorio"

di Serena Vezzani

Cento. La Cassa di risparmio di Cento ha il suo nuovo Consiglio d’amministrazione: è stato deliberato martedì, durante l’assemblea degli azionisti presso la sala congressi dell’Hotel Bologna, a cui hanno partecipato un centinaio di soci. Assente la presidente della fondazione Caricento Cristiana Fantozzi, nonostante l’assemblea abbia segnato lo storico momento di un cambio di passo definitivo, con l’integrazione tra Caricento e Banca popolare di Sondrio, operazione sottoscritta con la Fondazione e la Holding CrCento ad ottobre con la definizione contrattuale dell’acquisizione della maggioranza del capitale sociale della Caricento, e che si completerà entro il 2020 con l’acquisto dei restanti titoli.

Il nuovo Cda sarà composto da Fabio Cereghini, Mauro Cremonini, Giorgio Garimberti, Annibale Morelli, Cesare Poletti, Giovanni Ruffini e Mauro Manuzzi: entra dunque in maggioranza la Banca di Sondrio, lasciando solo 3 consiglieri (Manuzzi, Cremonini, Garimberti) di Caricento su 7.

Verranno definiti nella prossima seduta utile il presidente e il vicepresidente del Consiglio d’amministrazione: e saluta così azionisti e collaboratori il presidente uscente Carlo Alberto Roncarati che, allo scadere del terzo mandato, ricorda il 2018 come “un difficile anno di transizione necessaria, per proiettarci in un futuro diverso dal nostro passato, dove dopo 160 anni la Cassa perde la propria autonomia“.

L’auspicio è che, con il passaggio di testimone, “il nostro nuovo azionista abbia la cura di preservare i valori e l’attenzione per il nostro territorio, sempre al fianco di famiglie e imprese, tratto distintivo della nostra banca” prosegue Roncarati, “nonostante io sia personalmente fiducioso che ciò accada. Siamo orgogliosi di avere condiviso con la generazione di amministratori e di consigli d’amministrazione che ci hanno preceduto questa storia bellissima, che non potrà mai essere cancellata”. E la Banca popolare di Sondrio “pare essere connotata dal medesimo radicamento territoriale“.

Ora “toccherà ai nuovi amministratori incrementare questo patrimonio assoluto”, e ringrazia gli azionisti per “aver creduto nella Cassa” e per “la comprensione dimostrata in questi anni difficili, durante i quali sono stati costretti a subire pesanti, e spero temporanee, decurtazioni di valore: con la certezza che la Cassa non vi abbia mai traditi, non posso che auspicare che le difficoltà vengano superate quanto prima, e che si possa tornare all’antico. Sarebbe il segno da tutti atteso che l’Italia e le sue banche hanno ritrovato la via“.

Approvato anche il bilancio d’esercizio della Cassa per l’anno 2018: il Cet1 conseguito, Common Equity Tier One, risulta pari al 12,67%, ben al di sopra rispetto al coefficiente minimo, 6,25%, assegnatole dalla Banca d’Italia. Gli indicatori relativi agli Npl (Non Performing Loans) confermano la stabilità della Cassa centese che vanta un Npl ratio all’8,4% (era il 12,4% a fine 2017), decisamente al di sotto della soglia del 10% identificata dalla Bce quale target per le banche dalla stessa vigilate. Anche il rapporto di copertura degli Npl è pari al 49,4% – 63,8% per le sole sofferenze – che seppur in calo per effetto della cessione di una parte del portafoglio, si mantiene al di sopra degli standard di mercato per banche similari alla Cassa. Il conto economico 2018 fa segnare una lieve perdita di 992 mila euro, e per gli aggregati patrimoniali, la raccolta complessiva da clientela rimane al di sopra dei 4 miliardi di euro, seppur in calo di 140 milioni.

La ricerca di soluzioni avverse al rischio quali la liquidità ha comportato una forte crescita della raccolta diretta che è salita del 3,1% attestandosi a 2,2 miliardi, mentre la raccolta indiretta è scesa a 1,9 miliardi dai 2,1 miliardi di fine 2017 causa il citato effetto mercato. Gli impieghi netti per cassa a clientela aumentano del 2,8%, a conferma della vicinanza della Cassa alle imprese del territorio ed in particolare alle famiglie, per le quali si registra un deciso aumento dei prestiti personali e delle cessioni del quinto (+50,5%), nonché dei mutui ipotecari a privati (+14,1%).

A proporre all’assemblea un’azione sociale di responsabilità verso l’uscente Consiglio d’amministrazione, per la valutazione di procedibilità dell’approvazione del bilancio, il socio Mattarelli, presidente dell’associazione Piccoli azionisti, appellandosi all’articolo 2003/93 bis del Codice civile: messa ai voti, l’assemblea l’ha respinta pur totalizzando 8 soci favorevoli e alcuni astenuti, soprattutto tra i piccoli azionisti, che rimproverano alla Fondazione di “aver tenuto sdegnosamente all’oscuro la Cassa dell’operazione di acquisizione“, di “continuare a fingere che la perdita delle azioni sia stato solo un incidente di percorso”, e che “in breve la Caricento sparirà, lasciando il territorio orfano dell’unica istituzione centese che sia mai stata davvero accanto alla comunità”.

L’annuale assemblea è poi proseguita con la nomina del Collegio sindacale e del suo presidente, che sarà invece composto da Massimo Calanchi, Marcello Tarabusi e Luca Rossini, che ricopriranno il ruolo di sindaci effettivi, mentre Antonio Bragaglia e Carla Chiesa saranno sindaci supplenti, con il conferimento dell’incarico di revisione legale dei conti per gli esercizi 2019-27, con l’informativa annuale sull’attuazione delle politiche di remunerazione e incentivazione e le comunicazioni sulle politiche dei controlli interni in materia di operazioni con soggetti collegati.

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