Mer 15 Mag 2019 - 542 visite
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Dibattito tra candidati sindaci, protagonisti gli artigiani e le piccole-medie imprese

Tribuna elettorale organizzata da Confartigianato. Unico assente Fabbri, sostituito da Remo Tralli

di Davide Soattin

Lavoro, piccole-medie imprese e crescita economica. Questi i temi trattati nel corso della serata dibattito organizzata da Confartigianato, occasione per gli otto candidati sindaci di confrontarsi e proporre le loro idee a un pubblico composto da numerosi addetti ai lavori, a poco meno di due settimane dalle elezioni amministrative.

A partire da Francesco Rendine che, oltre ad attaccare Modonesi e l’attuale giunta sul problema dei rifiuti e della viabilità, ha spiegato quali sarebbero le intenzioni di Gol nella gestione dei rapporti tra amministrazione e aziende del territorio: “Il nostro obiettivo sarà quello di avere zero burocrazia, fornendo risposte entro quarantotto ore all’imprenditore interessato ad avviare l’attività in tempi ridotti. Questo sarà possibile agendo in parallelo, spedendo contemporaneamente tutte le documentazioni necessarie ai vari soggetti preposti, senza aspettare un lavoro burocratico che sia a livelli, come siamo abituati ora, che è senz’ombra di dubbio più lungo”.

Il compito di sostituire Alan Fabbri, assente per altri impegni politici, è successivamente toccato a Remo Tralli, imprenditore incaricato di rappresentare la coalizione di centrodestra: “Il primo punto del programma parla di lavoro più sviluppo economico. Dovremo puntare sulle nostre aziende, così come sull’università. Sarà importante fare un campus per le startup innovative e valorizzare l’alternanza tra scuola e lavoro, in cui si potranno apprezzare e imparare diversi mestieri, magari continuandola con tirocini estivi o corsi specifici dopo il diploma”.

Alberto Bova di Ferrara Concreta invece, introducendo anche la necessità di salvaguardare il concetto di sicurezza sul lavoro, ha voluto sottolineare come “gli artigiani e i commercianti con volume basso debbano essere incentivati a tenere aperte le loro attività nelle periferie”, ribadendo la volontà di “occupare e presidiare il territorio” in modo tale che “la gente si senta realizzata nel mondo del lavoro”.

“Non sono qua per promettervi sogni – ha poi esordito Tommaso Mantovani, candidato per il Movimento Cinque Stelle -, ma credo sarebbe utile avere un ufficio unico che si occupi di regolare i rapporti tra piccole e medie imprese, coinvolgendo le parti sociali e i lavoratori. Diciamo stop alla burocrazia, tant’è che le realtà produttive non vogliono la riduzione delle tasse, ma un vero e proprio snellimento delle pratiche. Non abbiamo nulla da perdere”.

Per Roberta Fusari di Azione Civica, il futuro sindaco dovrà intervenire anche per preservare ciò che di buono c’è già: “Sarà indispensabile la tutela del lavoro esistente, con il supporto e il rafforzo delle attività già avviate. La prossima amministrazione dovrà poi fare un nuovo piano urbanistico, dato che tutto quello che si potrà realizzare per la nostra città passerà da lì, senza dimenticare l’innovazione tecnologica e il continuo aggiornamento che dovranno interessare gli operatori”.

Mentre Giorgio Massini, esponente e candidato di Ferrara Libera, ha spiegato: “Un’azienda è come un bambino a cui bisogna pian piano insegnare a camminare, per poi lasciarlo andare una volta che ha imparato ed è in grado di muoversi da solo. Ci piacerebbe far rivivere il centro storico e le periferie, facendole ripopolare da negozi e attività che producano e vendano eccellenze del nostro territorio da rilanciare. Tutto questo sfruttando anche un fondo di finanziamento simile a un piccolo piano Marshall. Siamo poi favorevoli a investire sulla sfida educatrice, grazie a una sinergia tra amministrazione comunale e università, dove ci piacerebbe poter aprire la facoltà di veterinaria”.

“L’apparato comunale – ha continuato Andrea Firrincieli della lista civica InnovaFe – deve essere disponibile, veloce e competente, non come lo è ora. Proponiamo di valorizzare le imprese con incentivi virtuosi e modelli di sviluppo che si possano sviluppare in quattro fasi: la fase operativa, quella di studio, quella di attuazione e quella di verifica, la più importante e fondamentale. Inoltre, ci teniamo a sollecitare le aziende a lavorare in rete, creando un legame comunicativo tale da condividere i progressi e aiutarsi con altre imprese”.

La chiusura dei lavori è infine spettata ad Aldo Modonesi, che ha portato alla platea le idee e le proposte del Partito Democratico: “Ci vorrà un confronto con la Camera di Commercio, che dovrà essere sempre di più casa delle imprese, e ci vorranno sgravi fiscali per le aziende che si insediano, oltre che la necessità di fare un unico sportello unico, in modo tale che ci sia un unico luogo in cui un imprenditore sappia subito dove andare, insieme alla digitalizzazione delle pratiche. Bisognerà cedere un po’ di sovranità, affinché tutti potranno essere coinvolti”.

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